Mentre il chatbot di OpenAI supera i 700 milioni di utenti settimanali, il suo creatore lancia un allarme enigmatico e drammatico. Il futuro dell’AI è un “cambio di paradigma” che fa paura allo stesso Sam Altman
Un silenzio assordante ha accolto le ultime parole di Sam Altman, CEO di OpenAI. In un’intervista shock, Altman ha paragonato il prossimo modello GPT-5 al “Manhattan Project”, l’iniziativa segreta che portò allo sviluppo della bomba atomica. L’analogia è tanto drammatica quanto inquietante, dipingendo un ritratto di un futuro tecnologico che spaventa persino i suoi creatori. Altman si è spinto oltre, raccontando di essersi sentito “inutile” dopo aver sperimentato le funzionalità del nuovo modello, un’espressione di sbigottimento che solleva profonde domande sulla natura e sui pericoli dell’innovazione che sta per essere scatenata.
Questo grido d’allarme arriva in un momento di trionfo quasi sfacciato per ChatGPT, il cui successo continua a superare ogni previsione. OpenAI ha annunciato che il chatbot si sta per avvicinare alla vertiginosa cifra di 700 milioni di utenti attivi a settimana, un dato che segna una crescita esponenziale. In appena un anno, la sua utenza è quadruplicata, consolidando la sua posizione dominante nel panorama dei chatbot, sebbene il gigante Google continui a regnare con i suoi 2 miliardi di utenti mensili di AI Overviews.
Il paradosso è stridente: da un lato, una tecnologia che si espande con una velocità mai vista prima, diventando uno strumento indispensabile per milioni di persone; dall’altro, il suo principale artefice che ne avverte i rischi, sottolineando che il panorama normativo attuale “è inadeguato” e incapace di “tenere il ritmo delle innovazioni”. La sensazione di un imminente “cambio di paradigma” legato a GPT-5 non è solo una previsione, ma una preoccupazione palpabile. Altman, in passato, ha già espresso allarmi sullo sviluppo incontrollato dell’AI, ma il suo recente paragone con un’arma di distruzione di massa getta un’ombra sinistra sul futuro di un settore che sembra inarrestabile.





