Dopo 14 mesi di pausa forzata per un guasto, l’acceleratore di particelle ha già registrato le prime collisioni protoni-protoni, ha annunciato il Cern. “E’ un grande successo aver percorso tutta questa strada in così poco tempo“, ha dichiarato Rolf Heuer, direttore generale del Cern, l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare. “Già all’inizio dell’anno prossimo l’energia dei fasci raggiungerà un livello mai toccato finora e saremo già in un territorio nuovo di energia“, ha aggiunto.
“Questi primi giorni di attività sono stati un enorme successo che ha dimostrato che la macchina Lhc è in condizioni stupende per la qualità dei fasci“, si era già rallegrato Steve Myers, Direttore del settore acceleratori al Cern. L’Lhc è l’acceleratore di particelle più grande del mondo ed è stato concepito per collisioni frontali di fasci di protoni al fine di creare nuove particelle mai osservate. Le prime collisioni sono importanti, ma le scoperte non sono attese prima dell’anno prossimo, quando saranno raggiunte alte energie.
Attualmente, l’acceleratore opera a 450 Gev, ma entro Natale il Cern spera di poter raggiungere 1,2 Tev (tera-electron volt), un livello superiore all’attuale record di 1 Tev dell’acceleratore Fermilab (Usa). L’energia finale prevista è di 7 Tev.
Il Grande collisore di adroni (LHC) è un anello con una circonferenza di 27 chilometri situato a 100 metri di profondità nei pressi di Ginevra. Al suo interno, grazie a più di 9000 magneti conduttori, è possibile lanciare e accelerare fasci di particelle.
Edifici poco spettacolari in superficie rivelano la presenza del Cern che nasconde invece nelle proprie viscere il super acceleratore di particelle (Large Hadron Collider).
La più grande macchina mai costruita dall’uomo nata con l’obiettivo di studiare e imitare il Big Bang.
All’interno dell’LHC, i protoni possono raggiungere una velocità vicina a quella della luce. Al momento dello scontro, l’energia accumulata dovrebbe trasformarsi in materia in virtù della teoria della relatività e della formula di Einstein E=mc2 (l’energia è uguale alla massa moltiplicata per la velocità della luce al quadrato).
La costruzione dell’LHC è costata più di 6 miliardi di franchi. Un guasto ha messo fuori uso l’acceleratore subito dopo l’inaugurazione nel settembre del 2008. Per ripararlo ci sono voluti un anno e altri 35 milioni. Un progetto di queste dimensioni ha dovuto affrontare inevitabilmente problemi di ogni genere, dai primi timori di chi aveva paura che l’LHC potesse creare un buco nero capace d’inghiottire il pianeta, con tanto di azioni legali (senza successo) alle Hawaii e a Strasburgo, agli ultimi episodi di cronaca (l’arresto di terrorista infiltrato! e l’interruzione di energia dovuta ad un uccello).










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