La peggiore invasione di locuste degli ultimi anni, con sciami grandi quanto delle città, è partita dal Kenia e si è rapidamente diffusa in tutta la regione del Corno d’Africa devastando milioni di ettari di campi coltivati. Mentre il mondo si preparava ad affrontare l’emergenza umanitaria più grave degli ultimi anni in Africa e milioni di persone con lo spettro della fame, l’epidemia di coronavirus è cresciuta in modo esponenziale fino a contagiare piu di 325.000 persone, uccidendone circa 15.000 e confinandone in isolamento coatto o volontario più di un miliardo, raggiungendo lo status di pandemia.
L’emergenza mondiale sta ostacolando la lotta contro le locuste nell’Africa orientale poiché la consegna di pesticidi e attrezzature viene ritardata, aumentando la minaccia alla sicurezza alimentare nel momento peggiore.
“Il costo della spedizione dei pesticidi è aumentato di tre volte perché ci sono pochissimi voli operativi“, ha dichiarato in una intervista a Bloomberg Hamadi Iddi Boga, uno dei segretari per lo sviluppo delle colture e la ricerca agricola in Kenya, che ha vissuto la peggiore invasione di locuste in 70 anni.
Il Coronavirus Covid-19 ha colpito duramente anche l’industria aeronautica mentre i governi chiudevano i confini nel tentativo di ridurre il rischio di contagio. Il Kenya ha sospeso i voli internazionali dopo aver annunciato altre otto infezioni Covid-19, portando il totale del paese a 15 soltanto nella giornata di domenica.
Nel frattempo nuovi sciami di locuste si stanno formando nella regione con Kenya, Etiopia e Somalia a rischio maggiore, secondo la rivista scientifica Nature. Gli sciami minacciano anche lo Yemen, l’Iran e l’Arabia Saudita.
“La lotta contro un’epidemia di locuste del deserto già critica sta diventando sempre più difficile”, ha affermato sempre a Bloomberg Cyril Ferrand, responsabile del team di resilienza dell’Africa orientale per l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. L’infestazione in Africa orientale continua a presentare “una minaccia senza precedenti per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza, soprattutto all’inizio della stagione del raccolto“, ha dichiarato la FAO.







