Qual è il sistema più semplice per risolvere la diatriba tra amanti della tecnologia e chi alla tecnologia non vuole proprio avvicinarsi? La risposta non è semplice, bisogna avere intuito e in questo caso una tecnologia e un design capaci di confondersi in modo elegante con l’ambiente della casa. Entrambi evidentemente fanno capo a Samsung che ha recentemente annunciato la presentazione della mostra Missing Masterpieces.
Oggetto della mostra, curata in collaborazione con il Dr. Noah Charney e la Association for Research into Crimes Against Art, sono 12 opere d’arte, realizzate da artisti del calibro di Van Gogh, Cézanne e Monet, ed andate perdute ma disponibili nella loro versione digitale sul TV Samsung The Frame. Ed ecco che una raccolta di capolavori non più accessibili al pubblico, perché rubati o persi per sempre, possono per la prima volta essere ammirati da chiunque, ovunque ci si trovi. Una nuova opportunità anche per contribuire attivamente al lavoro che si sta facendo per recuperarle.

The Frame e il web – Dove ammirare i capolavori perduti
The Frame è diverso da qualsiasi altro televisore. Con il suo design unico, simile a quello di un telaio, funge da piattaforma artistica multimediale, capace di fondersi con l’arredamento domestico quando non è in uso. Dal momento in cui viene spento, si attiva Art Mode (la modalità Arte NdR) trasformando lo schermo, una volta vuoto e nero, in una galleria delle più incredibili collezioni d’arte del mondo. Grazie alla tecnologia QLED di Samsung, i colori originali delle opere d’arte sono valorizzati ed i dettagli espressi in alta definizione. Tutte le 12 opere d’arte della mostra Missing Masterpieces sono ora disponibili gratuitamente per i possessori di The Frame attraverso il catalogo Art Store, e questi inestimabili pezzi possono essere visibili online da chiunque lo desideri al seguente link per tre mesi. Bruno Marnati, Responsabile Divisione Audio Video Samsung Electronics Italia, ha dichiarato: “L’arte è un piacere per tutti, abbiamo la responsabilità collettiva di proteggere e preservare la nostra cultura per le generazioni future. Per questo motivo, stiamo lanciando Missing Masterpieces, proprio per garantire che pezzi inestimabili, che potrebbero non essere mai più visti dal vivo, possano essere ammirati da un pubblico il più ampio possibile.”
Misteri da risolvere con il contributo di tutti
L’intuito di Samsung, (naturalmente di quanti all’interno del colosso coreano hanno ideato, sviluppato e approvato questo progetto), va ben oltre la semplice riproduzione digitale di capolavori su un prodotto seppur altamente innovativo per l’ambiente casa come il televisore The Frame. Non siamo solo sulla dimensione arte e tecnologia. Il primo indizio va ricercato nell’identità del curatore di Missing Masterpieces, il dottor Noah Charney, stimato esperto di crimini d’arte e fondatore della Association for Research into Crimes Against Art (ARCA), che ha selezionato per la mostra 12 bellissimi capolavori che le forze dell’ordine internazionali stanno attivamente cercando di recuperare. Ogni anno vengono rubate opere d’arte per milioni di euro, solo nel corso del lockdown, sono ben sei i capolavori spariti, tra cui “Giardino di Primavera” di Van Gogh, sottratto in quello che sarebbe stato proprio il 167° compleanno dell’artista. Ed ecco che, come altro leitmotiv, Samsung invita gli amanti dell’arte e gli aspiranti detective a condividere qualsiasi suggerimento, teoria o indizio su Instagram, taggando @samsungitalia e usando l’hashtag #MissingMasterpieces per aiutare a raccogliere tutte le possibili prove proprio per aiutare chi è attivamente coinvolto nella ricerca di questi incredibili pezzi perduti. Lo stesso Noah Charney afferma: “Prima di iniziare a lavorare su un puzzle, vuoi raccogliere tutti i pezzi, giusto? Lo stesso avviene per un crimine o una scomparsa misteriosa. Dai resoconti contraddittori dei media alle speculazioni nei feed di Reddit, gli indizi sono là fuori, ma la mole delle informazioni può essere scoraggiante. È qui che la tecnologia e i social media possono rappresentare un vero aiuto, permettendo alle persone comuni di partecipare alla ricerca. Non sarebbe la prima volta che una soffiata ingenuamente pubblicata online si rivela la chiave per risolvere un caso”. Questa collezione, disponibile su tutti i TV Samsung The Frame, include “Vista di Auvers-sur-Oise” diPaul Cézanne, rubato come in un film con i ladri che, approfittando dei festeggiamenti del Capodanno 1999, si sono arrampicati su un’impalcatura, sfondato un lucernario, calato una scala di corda e schermato le telecamere con una bomba fumogena. Così come “Chloe & Emma” di Barbora Kysilkova, rubato in pieno giorno da un museo in Norvegia. I ladri hanno estratto più di 200 chiodi per asportare la tela, lasciando la sua cornice intatta.
I Capolavori perduti di Missing Masterpieces
1. Giardino della canonica a Nuenen in primavera, o “Giardino di primavera” (1884)

Mentre viveva con i suoi genitori, Van Gogh dipinse questa veduta del giardino sul retro della canonica paterna nel marzo 1884. Lo stile e i colori lo identificano come una delle sue prime opere. La canonica e il giardino sopravvivono ancora a Nuenen, in Olanda, ma il dipinto è scomparso il 30 marzo 2020, in un furto a sorpresa proprio in occasione del 167° compleanno di Van Gogh.
2. Ritratto del dottor Gachet

Ritratto del dottor Gachet è una delle opere più celebri di Van Gogh. Van Gogh e il dottore divennero amici nel 1888, quando l’artista si ricoverò in manicomio dopo un esaurimento durante il quale si era tagliato una parte dell’orecchio. All’inizio, Van Gogh non andava d’accordo con Gachet, tanto da scrivere in una lettera al fratello Theo: “È più malato di me… quando un cieco guida un altro cieco, non cadono entrambi in un fosso?”. Ma due giorni dopo, in una lettera a sua sorella, diceva altro: “Ho trovato un vero amico nel dottor Gachet… ci assomigliamo così tanto sia fisicamente che mentalmente”. Il 15 maggio 1990, l’uomo d’affari giapponese Ryoei Saito lo acquistò per 82,5 milioni di dollari, dichiarando in seguito di voler essere cremato con esso alla sua morte. Oggi si crede sia in una collezione privata svizzera, ma non si hanno tracce dal 1990.
3. Il pittore sulla strada per Tarascona

Questo dipinto ad olio del 1888 di Vincent van Gogh, forse un autoritratto realizzato durante il suo periodo ad Arles, mostra la tecnica per la quale Van Gogh è più conosciuto: il suo uso intenso della pittura ad olio, grassa e quasi scultorea. Si pensa che quest’opera sia stata accidentalmente distrutta da un ordigno degli Alleati durante un raid aereo della Seconda Guerra Mondiale mentre si trovava nel Museo Kaiser-Friedrich di Magdeburgo, in Germania. I capolavori di Van Gogh sono stati spesso oggetto di furto, in particolare nei Paesi Bassi. Nel 1991, 20 opere sono state rubate dal Museo Van Gogh di Amsterdam, per un valore complessivo stimato in circa 500 milioni di dollari. Nel 2002, un paio di dipinti di Van Gogh sono stati rubati dallo stesso museo e ritrovati vicino Napoli nel 2016 nella casa di un boss della malavita.
4. Anatra bianca

Oudry era conosciuto come il pittore di corte di Luigi XV. Realizzava soprattutto ritratti, ma la sua passione erano le nature morte con frutta e animali. Con un valore stimato di 8 milioni di dollari, questa natura morta del XIX secolo è stata rubata dalla collezione del Marchese di Cholmondeley a Houghton Hall a Norfolk, Inghilterra, nel 1992.
5. Vista di Auvers-sur-Oise

Cézanne è stato uno dei rivoluzionari della storia dell’arte, che ha dato vita a un nuovo e diverso stile rispetto a quello precedente, ispirando le generazioni successive. Particolarmente abile nel distorcere la prospettiva per ottenere un effetto drammatico, come raffigurato in questo studio paesaggistico di un gruppo di case rurali. I ladri hanno approfittato dei festeggiamenti del Capodanno 1999 per arrampicarsi fino al tetto attraverso le impalcature adiacenti il museo in cui era custodito il dipinto, sfondare un lucernario di vetro, calare una scala di corda nascondendosi con una bomba fumogena. Una volta dentro, un ventilatore portatile ha diffuso il fumo per oscurare le telecamere a circuito chiuso. È scattato l’allarme, ma il fumo ha ingannato il personale di sicurezza facendogli credere che ci fosse un incendio, così hanno chiamato i vigili del fuoco piuttosto che intervenire, dando ai ladri tutto il tempo di fuggire.
6. Il Giudizio Universale (1808)

Personaggio poliedrico e mistico dell’arte britannica, William Blake è stato un brillante pittore, editore e non solo… la sua poesia è ancora letta dagli studenti di tutto il mondo (“Tiger, Tiger Burning Bright”). Ispirato all’affresco del “Giudizio Universale” di Michelangelo nella Cappella Sistina, l’enorme dipinto perduto di Blake mostra i morti che risorgono per essere mandati in eterno in Paradiso o all’Inferno. Egli sosteneva di essere stato soggetto a “visioni” per tutta la sua vita, molti dei suoi dipinti e delle sue poesie ne erano la manifestazione. In questa versione del dipinto del 1808, le figure sono allegoriche, e probabilmente erano realizzate con colori vivaci. L’opera doveva essere il pezzo principale della sua grande mostra, nel 1810: la mostra fu cancellata e questa, insieme a molte altre opere da esporre, andò perduta.
7. Estate (c. 1644)

“Estate” è tratto da una serie di Allegorie delle Quattro Stagioni, quattro dipinti dell’artista olandese David Teniers il Giovane, noto soprattutto per aver dipinto scene bizzarre nelle taverne. Questa sequenza allegorica è un sobrio inizio: si vedono i contadini che raccolgono il grano in un giorno caldo, un’immagine collettiva che rimanda all’estate. Teniers ha dipinto diverse versioni della serie; tuttavia, una di queste è stata rubata dal Museu Nacional de Arte Antiga in Portogallo nel 1974.
8 e 9. Il ponte di Charing Cross e Il ponte di Waterloo (1899-1904)
Monet ha dipinto 37 versioni del ponte di Charing Cross e almeno 40 versioni del ponte di Waterloo. Era affascinato dagli studi pittorici sull’influenza della luce sui suoi soggetti, e tornava sugli stessi ripetutamente, catturando varie stagioni, ognuna con sottili differenze. Le versioni in oggetto sono due dei dipinti rubati nell’ottobre 2012 al Kunsthal di Rotterdam. La madre di uno dei ladri condannati ha dichiarato che “Il ponte di Waterloo” era tra i dipinti rubati che aveva bruciato nella sua stufa in Romania, in un orribile tentativo di distruggere le prove contro il figlio. La polizia ha trovato tracce di pigmento nella stufa, ma non abbastanza per verificare le sue affermazioni.
10. Paesaggio (1917)

Questo splendido dipinto di paesaggio dell’artista ungherese József Lampérth Nemes è una delle due opere, di proprietà di un privato, scomparse da un magazzino del MODEM Center for Modern and Contemporary Art di Debrecen, Ungheria. I furti d’arte tendono a essere immaginati come quelli visti al cinema, e ci sono molti esempi che si adattano a questa idea piuttosto romantica. Con decine di migliaia di furti d’arte denunciati ogni anno (per non parlare di quelli non denunciati), gli archivi e i magazzini sono bersagli diffusi, poiché potrebbero passare mesi prima che qualcuno se ne accorga.
11. Scena mitologica con un giovane Bacco

Questo dipinto del celebre Gran Maestro fiammingo Jacob Jordaens è stato uno dei migliaia sottratti in Polonia durante la Seconda Guerra Mondiale. Jordaens è stato enormemente influenzato da Rubens, di una generazione precedente ma anche lui di Anversa, e questo emerge da molti aspetti delle opere di Jordaens. In questa opera, Bacco, il dio dell’agricoltura, del vino e della fertilità, è raffigurato da bambino circondato da Menadi (ninfe femminili) e Satiri (metà uomo e metà capra). Le collezioni del patrimonio culturale polacco, insolitamente ricche, sono state decimate dall’Armata Rossa russa e dall’unità nazista dedicata ai furti d’arte, l’ERR. Mentre molti sono stati recuperati, molti altri sono andati perduti, come questo Jordaens
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12. Chloe & Emma

Poco dopo che Barbora Kyslikova si è trasferita a Oslo, le sono state rubate alcune delle sue opere più importanti. I suoi capolavori sono diventati famosi in tutto il mondo solo di recente, quando il suo film documentario, “The Painter and the Thief”, è stato presentato al Sundance Film Festival 2020. È la vera storia di come ha conosciuto e sviluppato l’improbabile amicizia con un giovane che le aveva rubato dei dipinti.Le sue opere, grandi e fotorealistiche, avevano un pubblico limitato alla sua Norvegia. Questo fino all’uscita dell’acclamato film, il che significa che il loro furto è stato più probabilmente un gesto di passione e non un tentativo di profitto. La maggior parte delle opere d’arte viene rubata da ladri che non sanno nulla dell’arte e la vedono solo come una merce di grande valore. Questo caso è anche insolito in quanto i ladri sono stati arrestati ma affermano di non ricordare cosa abbiano fatto dei dipinti rubati, apparendo così “incapaci”.






