Cresce l’impegno di artisti e organizzatori per abbattere l’impatto ambientale, con tour certificati e festival “carbon free” che aprono la strada
Il mondo dei festival e dei concerti musicali sta vivendo una vera e propria rivoluzione “verde”. Dopo anni di impatto ambientale rilevante, un numero crescente di organizzatori e artisti sta affrontando in modo proattivo la questione ambientale, intraprendendo azioni concrete per ridurre la propria carbon footprint. Sebbene il percorso verso eventi a impatto zero sia ancora lungo, gli esempi virtuosi mostrano che una transizione è possibile.
Esempi Virtuosi in Italia e nel Mondo
Secondo AGF – A Greener Future, sono sempre più numerosi gli eventi che monitorano le proprie emissioni e adottano soluzioni a basso impatto, come il trasporto locale e l’utilizzo di energia rinnovabile. A livello internazionale, il recente tour mondiale dei Coldplay, “Music of the Spheres”, è diventato un modello di riferimento, con le sue emissioni misurate e certificate dal MIT. Anche altri artisti di fama globale come Massive Attack, Radiohead e Billie Eilish hanno iniziato a dare priorità alla sostenibilità dei loro spettacoli.
Anche in Italia, l’onda verde si sta diffondendo. Al suo concerto a San Siro, Elisa ha utilizzato un palco alimentato con biofuel HVO, mentre i Pinguini Tattici Nucleari si sono distinti per iniziative a favore della raccolta differenziata e dell’uso dei mezzi pubblici. Tra i festival, si fa notare il Suoni Controvento in Umbria, il primo festival italiano con certificazione ufficiale di carbon footprint, che utilizza strutture leggere e crediti di carbonio per compensare le emissioni. A Padova, lo Sherwood Festival ha ridotto del 50% le proprie emissioni dal 2018 e ha contribuito alla tutela delle foreste, mentre il Firenze Rocks si è posto l’obiettivo ambizioso di ridurre i consumi e le emissioni del 50%, incentivando l’uso del treno.
Le Sfide che Restano: Un Impatto Nascosto
Nonostante questi progressi, l’impatto ambientale dei concerti e dei festival rimane rilevante. Un singolo concerto può generare fino a 42 tonnellate di CO₂, pari a circa 12,8 kg per partecipante. Un festival medio di 3 giorni emette circa 500 tonnellate di CO₂, ovvero 5 kg per persona al giorno. A delineare questo scenario è uno studio di ClimateSeed, che sottolinea come il trasporto, in particolare quello degli spettatori e delle attrezzature, sia la componente dominante delle emissioni totali. Anche l’energia consumata per luci, suono, schermi e i pernottamenti del pubblico hanno un impatto significativo.
“Il settore degli eventi musicali sta iniziando a compiere passi concreti verso la sostenibilità, e alcuni esempi, anche in Italia, mostrano che una transizione è possibile” ha commentato Edoardo Bertin, Head of Business Development & Growth di ClimateSeed. “Tuttavia, siamo solo all’inizio: la maggior parte degli eventi non misura ancora le proprie emissioni o non dispone di una strategia strutturata per ridurle. È fondamentale lavorare in modo sistemico e trasparente, mettendo la misurazione dell’impatto al centro delle decisioni organizzative. Solo così i concerti potranno davvero diventare parte della soluzione e non del problema.”
Come Lavorare per la Sostenibilità
La soluzione passa per la misurazione dell’impatto, l’incentivo a usare mezzi di trasporto sostenibili come navette e car sharing, il supporto alle filiere locali per cibo e forniture, e l’ottimizzazione dei consumi energetici con l’uso di energie rinnovabili. Per le emissioni residue, è fondamentale ricorrere a progetti di compensazione certificati, coinvolgendo attivamente il pubblico nella sensibilizzazione ambientale.






