Da costo a motore di sviluppo: il primo Rapporto economico sul mercato delle bonifiche, presentato a RemTech Expo, svela il potenziale di un’industria strategica per l’Italia
Per la prima volta, un’industria strategica e spesso invisibile viene misurata e quantificata: il settore delle bonifiche in Italia vale circa 3,5 miliardi di euro di ricavi all’anno, genera oltre 1,3 miliardi di valore aggiunto e impiega 23 mila addetti specializzati. Questi dati rivoluzionari emergono dal primo Rapporto economico sul mercato delle bonifiche, un documento senza precedenti presentato in occasione di RemTech Expo. L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra RemTech e un vasto Comitato di promotori, punta a trasformare la percezione delle bonifiche, non più un semplice costo, ma un motore di crescita, lavoro qualificato e rigenerazione urbana.
Questo ambizioso progetto ha riunito l’intera filiera industriale: da multiutility a general contractor, da società di ingegneria a piattaforme ambientali e associazioni di rappresentanza. L’obiettivo è stato quello di mettere a sistema dati dispersi, validare metodologie e offrire una bussola per orientare investimenti e interventi. La fotografia che ne emerge è quella di un’industria matura, che opera in un ecosistema allargato di imprese ambientali con circa 88 mila occupati totali, e che si candida a essere un pilastro per l’economia e la qualità della vita del Paese.
Nonostante il potenziale, il Rapporto mette in luce le sfide da affrontare per ottimizzare il mercato. La filiera chiede a gran voce un quadro prezzi omogeneo a livello nazionale per garantire la trasparenza delle gare, iter più snelli con una regia regionale chiara e un sistema di premialità per le imprese che investono in tecnologie e competenze. La legalità viene indicata come un vantaggio competitivo da proteggere e incentivare attraverso strumenti come il rating di legalità e l’iscrizione alle White List.
Sul fronte delle soluzioni tecnologiche, il settore dimostra di essere all’avanguardia. Accanto agli interventi tradizionali, si assiste alla crescita delle tecnologie “sul posto”, che riducono tempi, disagi e impatto ambientale. Questo segnale di innovazione consolida l’idea che le bonifiche siano un servizio capace di integrare progettazione, esecuzione e monitoraggio per generare benefici ambientali ed economici misurabili e verificabili.
Silvia Paparella, General Manager di RemTech Expo, ha infine rimarcato l’importanza del progetto, definendolo “molto più di una fotografia” ma “uno strumento operativo, dinamico, costruito per essere aggiornato, condiviso e utilizzato“. Aggiungendo: “Vogliamo che diventi una piattaforma permanente di dialogo tra istituzioni, imprese e cittadini per accelerare interventi, migliorare la qualità della spesa pubblica e favorire un mercato più trasparente, innovativo e responsabile“.

Le istituzioni e i professionisti del settore hanno accolto con entusiasmo i risultati dello studio. Per il Gen. B. CC Giuseppe Vadalà, Commissario unico di governo per le bonifiche delle discariche abusive, “I numeri ci dicono che le bonifiche sono industria, tutela pubblica e rigenerazione urbana“. Ha poi sottolineato la necessità di “trasformare i dati in decisioni concrete: gare che premino competenza e integrità, iter chiari e tempi certi“. Un concetto ribadito anche dal Prof. Vito Felice Uricchio, Commissario per la bonifica dell’area di Taranto, che ha definito il Rapporto un “passaggio fondamentale” per disporre di una “base quantitativa solida per valutare impatti, opportunità e priorità“.





