Grande afflusso alla kermesse dedicata a energie rinnovabili, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici ed emission trading, che ha chiuso i battenti alla Fiera di Roma.
I tre giorni di manifestazione hanno confermato il forte interesse per la green economy, che si propone quale traino per la ripresa economica.
Le energie rinnovabili crescono in modo esponenziale e richiamano sempre più interesse. Lo rivelano i dati economici del settore, le ricerche e le manifestazioni come ZeroEmission Rome, terminata a Roma con un bilancio record: 25.400 visitatori (erano stati 18.000 l’anno scorso), 400 espositori (contro i 300 del 2008) e una superficie espositiva di ben 30.000 metri quadri, con una crescita del 30% rispetto all’edizione precedente.
Nell’ambito della kermesse, Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Ambiente e ora presidente della Fondazione UniVerde, ha presentato i risultati di una ricerca realizzata da IPR Marketing, secondo cui l’80% degli italiani indica il solare nelle sue varie forme - fotovoltaico, termico e termodinamico - come fonte energetica da scegliere in maniera prioritaria. La ricerca ha analizzato anche altri aspetti relativi alla percezione dell’energia solare che hanno i cittadini italiani: Il 90% la considerano sicura, per il 95% è compatibile con l’ambiente, mentre per il 62% è ancora costosa. Inoltre, il 54% ha preso in considerazione l’energia solare nelle proprie scelte energetiche, ma la grande maggioranza (il 61%) ritiene che ci siano troppi ostacoli burocratici per l’installazione. Critica, invece, la conoscenza degli incentivi del conto energia. Solo il 33% degli italiani sa dell’esistenza degli incentivi, mentre il 67% non li conosce. La percentuale delle persone favorevoli al solare sale in maniera notevole una volta che sono messi a conoscenza degli incentivi. L’83% delle persone informate, infatti, voterebbe a favore per l’installazione di sistemi solari nel proprio condominio, utilizzando gli incentivi già a disposizione.
Il favore agli incentivi degli italiani cresce nel momento in cui viene chiesto loro se li aumenterebbero. L’81% è, infatti, favorevole a un loro incremento, mentre solo l’11% ritiene che siano già incentivati a sufficienza. "Questi dati dimostrano che per gli italiani il conto energia per il fotovoltaico deve essere mantenuto per i prossimi anni, anche per proseguire gli ottimi risultati ottenuti sul fronte dell’attivazione di sistemi solari fotovoltaici - ha affermato Pecoraro Scanio - Per questo motivo abbiamo lanciato una petizione nella quale chiediamo al ministro dello Sviluppo Economico di proseguire con l’esperienza del conto energia".
Nell’ambito di ZeroEmission Rome 2009 molto interesse hanno suscitato le 56 sessioni congressuali, a cui sono intervenuti 377 relatori. A un convegno dedicato ai cambiamenti climatici è intervenuto oggi, tra gli altri, Edo Ronchi, già ministro dell’Ambiente e ora presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, che ha dichiarato: "Se una cosa è negativa per il pianeta o per la salute dei cittadini va regolata da norme severe e gli accordi di Kyoto non lo sono. Copenaghen, quindi, deve essere un passo avanti, altrimenti non servirà a nulla. Noi dobbiamo rendere più convenienti le cose che fanno bene e meno convenienti le cose che fanno male, proprio come avviene per le sigarette, che sono soggette a una pesante disincentivazione. Le energie rinnovabili sono positive, fanno bene all’ambiente e anche all’economia: per questo vanno premiate". Ronchi ha poi osservato che questa strada è ormai stata intrapresa con decisione anche da Stati Uniti e Cina, che solo pochi anni fa facevano ostruzionismo agli incontri internazionali su clima e ambiente. "Il Governo Obama ha messo allo studio la definizione di ben 67 standard obbligatori da introdurre nell’industria per ridurre l’impatto climatico, mentre l’establishement cinese, da sempre immobile e ingessato, ha avviato con grande decisione una strada di forte supporto alle energie rinnovabili. Anche in Italia c’è un incredibile fiorire di aziende che puntano sullo sviluppo delle rinnovabili. Stupisce, però, che il nostro Paese sia così tiepido nel sostenerle".
A uno dei congressi di ZeroEmission Rome 2009 si è discusso di fotovoltaico a concentrazione, tra le nuove frontiere delle energie rinnovabili. "In Italia sono presenti diverse attività di ricerca e sviluppo e molte aziende sono già state coinvolte in un progetto per realizzare quattro sistemi a concentrazione - ha spiegato Franco Roca del Centro Ricerche ENEA di Portici -. Per poter sviluppare adeguatamente le potenzialità di questa tecnologia, però, è indispensabile introdurre al più presto dei meccanismi di incentivazione".
Presentata anche ANEST, la nuova Associazione Nazionale Energia Solare Termodinamica, un settore con interessanti possibilità di sviluppo. "In Italia, a livello tecnologico siamo all’avanguardia - ha dichiarato il neo-presidente Cesare Fera -, ma siamo in ritardo rispetto ad altri Paesi come la Spagna, che hanno intuito l’importanza e le opportunità di questo sistema di produzione di energia da fonte rinnovabile, applicando politiche incentivanti per sostenerne la crescita. Auspichiamo che anche in Italia venga definito un quadro normativo che sostenga questa tecnologia e si creino condizioni favorevoli allo sviluppo industriale del comparto, che rappresenta una concreta opportunità per l’occupazione e per una migliore competitività del nostro sistema Paese. Una delle priorità di ANEST è migliorare la conoscenza della tecnologia CSP dei decisori politici e preparare le aziende italiane al progetto Desertec, che prevede lo sviluppo del Concentrating Solar Power, nel bacino del Mediterraneo, con un investimento di 400 miliardi di euro nei prossimi anni".
Tra i temi trattati a ZeroEmission Rome 2009 anche il Carbon Capture & Storage, la tecnologia per la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica che consente di catturare o separare la CO2 emessa, ad esempio, da fonti fossili, carbone e gas naturale, per poi comprimerla e trasportarla tramite pipeline o serbatoi in depositi geologici sotterranei. "In Italia esistono almeno 300 siti idonei per raccogliere l’anidride carbonica prodotta da grandi impianti industriali o centrali termoelettriche e catturarla in modo che non possa liberarsi nuovamente in atmosfera - ha spiegato Fabio Di Felice, del dipartimento di Sismologia e Fisica della Tettonica dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma -.
Si tratta di siti di interesse geologico situati a una profondità di almeno 800 metri, sismicamente sicuri e isolati in superficie da uno strato argilloso. Possono essere cavità o serbatoi naturali occupati da acqua di mare, petrolio, metano o carbone, generalmente in giacimenti difficili da sfruttare o vicini all’esaurimento, nei quali il pompaggio di anidride carbonica, aumentando la pressione interna, consente di completare lo sfruttamento dei pozzi". Le tecnologie per il sequestro della CO2 sono ormai collaudate e ben conosciute e cominciano ora a essere prese in considerazione anche dalle aziende, soprattutto in vista di una possibile tassazione a loro carico dei costi ambientali connessi alla mancata gestione delle emissioni inquinanti.
"Non è uno scenario immediato - ha proseguito Di Felice -, ma sarebbe importante realizzare almeno un impianto pilota in Italia. Attualmente nel mondo ne esistono tre e funzionano molto bene".


