"Per 35 anni siamo stati influenzati dai dati apparentemente negativi delle sonde Viking, afferma Christopher McKay, uno scienziato dell'Ames Research Center in California autore di una ricerca diffusa dalla Nasa, ma l'esperimento fatto dalle sonde distrusse probabilmente il materiale organico trovato inviando risultati non affidabili".
Le sonde Viking giunsero su Marte nel 1976 e inviarono dati che sono oggi contestati da un nuovo incredibile studio.
Le due sonde Viking raccolsero nel 1976 suolo marziano, riscaldandolo e studiando i gas rilasciati cercando composti organici. Ne vennero individuati solo due - clorometano e diclorometano - ma gli scienziati conclusero che si trattava in realtà di materiale proveniente dal fluido usato per pulire le sonde.
Mcay ha prelevato nel deserto cileno di Atacama, che ha il suolo più simile a quello di Marte, materiale sottoposto prima a freddo e poi a caldo all'esame del perclorato. Nel primo caso è emersa la presenza del materiale organico nel secondo caso, a causa del riscaldamento, la presenza è stata cancellata.
"Il materiale organico può giacere sulla superficie di Marte per milioni di anni senza mutare forma - sottolinea McKay - tuttavia non appena viene riscaldato viene distrutto rapidamente". Alla luce della nuova ricerca le tracce di clorometano trovate dai Viking potrebbero quindi venire dal materiale organico.
Lo studio rappresenta una tardiva soddisfazione per lo scienziato Gilbert Levin che per oltre 30 anni aveva contestato la interpretazione negativa data dagli scienziati ai dati inviati dalle sonde Viking. Nel 2011 la Nasa lancerà il Mars Science Laboratory che arriverà su Marte nel 2012 per effettuare esperimenti sul suolo del Pianeta Rosso che potrebbero chiarire in modo definitivo l'interrogativo della presenza di tracce di vita su Marte.
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