Per la prima volta sono stati finalmente scoperti sulla superficie di un asteroide ghiaccio d'acqua e 'mattoni della vita' come composti organici.
La straordinaria scoperta, pubblicata su Nature, rafforza l'ipotesi che gli asteroidi potrebbero aver portato sulla Terra acqua e materiali organici, mattoncini della vita, e potrebbero aver contribuito in maniera fondamentale alla creazione della vita sul nostro pianeta.
Gli asteroidi infatti sono un po'
come le api dell'universo:
viaggiano, toccano i quattro angoli
del sistema solare, si scontrano con
altri corpi celesti e li contaminano
con le sostanze che portano a bordo.
Dopo la scoperta di ghiaccio a bordo
dell'asteroide 24 Themis -
appena annunciata su Nature
da due diverse équipe di astronomi
americani, una della Johns Hopkins
University e un'altra della
University of Central Florida
- acquista più concretezza
l'ipotesi che la Terra, nata come un
pianeta asciutto, sia stata
"fecondata" dall'acqua di un
asteroide piovuto per caso sulla sua
superficie. La ricostruzione diventa
ancor più plausibile se si aggiunge
che su 24 Themis i ricercatori
americani hanno trovato anche dei
composti organici. Si tratta di
molecole ancora troppo elementari
per essere chiamate "vita". Ma che
sicuramente rappresentano i mattoni
costituenti degli esseri viventi che
sarebbero nati in seguito.
L'acqua allo stato di ghiaccio è
stata osservata grazie al telescopio
a infrarossi che si trova sul picco
del vulcano di Mauna Kea, alle
Hawaii. Analizzando lo spettro delle
sostanze chimiche che compongono
l'asteroide, i ricercatori sono
giunti alla conclusione che 24
Themis è ricoperto per tutta la sua
superficie da un sottile strato di
ghiaccio misto a sostanze ricche di
carbonio: i costituenti elementari
degli esseri viventi. Queste lunghe
e complesse catene di molecole
carbonacee, ha spiegato uno degli
autori della ricerca, Joshua Emery
della Johns Hopkins, "potrebbero
essere cadute sulla Terra dando un
fatidico calcio d'inizio.


