Ancora scosse in Cile, ancora scosse in Giappone, la Terra trema. Scienziati di tutto il mondo negano ogni realistica relazione tra i diversi terremoti, tuttavia è impossibile non notare quantomeno l'intensificarsi in termini di potenza distruttiva e di frequenza degli ultimi fenomeni sismici.
Il terremoto, di magnitudo (Mw) 8.8 alle ore 07:34:13 italiane del giorno 27/Feb/2010, che ha colpito il Cile è avvenuto nel distretto sismico: Near coast of central Chile. Il sisma e' avvenuto nella zona di convergenza tra la placca di Nazca e quella sud-americana.
Intanto è stato cancellato l'allarme tsunami
diramato ieri per tutti i Paesi che si affacciano
sul Pacifico, ad eccezione della costa
nordamericana.
In Cile si scava fra le macerie. Le autorità hanno
fatto sapere che i morti, ad oggi, sono oltre 300 e
almeno due milioni le persone sinistrate. Il Papa ha
rivolto una preghiera per le vittime e un appello a
non far mancare "la solidarietà di tanti, in
particolare delle organizzazioni ecclesiali". "Il
mio pensiero - ha detto dopo l'Angelus - va al Cile
e alle popolazioni colpite dal terremoto, che ha
causato numerose perdite in vite umane e ingenti
danni". "Sono sicuro - ha concluso - che non verrà a
mancare la solidarietà".
Il previsto tsunami ha colpito la costa centrale
cilena, abbattendosi con violenza sul porto di
Talcahuano, trascinando barche, pescherecci e
container sulla terraferma. In precedenza aveva
investito l'arcipelago cileno di Juan Fernandez,
provocando almeno cinque morti e diversi dispersi
sull'isola di Robinson Crusoe.
Anche la lontana Isola di Pasqua, famosa per le millenarie statue di pietra di origine misteriosa, e' stata posta in stato di allerta e gli abitanti sono stati fatti allontanare dalla costa. Sulla terraferma il centro più colpito è Concepcion, città costiera di 200.000 abitanti. Un paio di persone sono inoltre morte durante scosse di assestamento nel nord dell'Argentina.
Lo tsunami ha viaggiato attraverso tutto il Pacifico. Grande paura alle Hawaii, dove l'allarme è scattato all'alba ma alla fine lo tsunami è stato debole. Nel sud del Pacifico, invece, la Polinesia francese è stata raggiunta da onde alte circa due metri (alle isole Marchesi) e poi e' arrivato in Giappone con un impatto debole ed e' atteso con allarme in Russia.
Le autorità nipponiche hanno disposto l'evacuazione di oltre 320.000 persone nel nord del Paese, a causa dell'arrivo dello tsunami. Dimostrando ancora una volta come l'efficienza di un paese abituato a convivere con i terremoti e con i disastri naturali abbia portato ad una cura maniacale delle strategie di prevenzione. Il Giappone è infatti un'area ad altissimo rischio sismico. Il Paese è colpito da circa il 20% del totale dei terremoti di magnitudo di oltre 6 gradi nel mondo. Strategie che hanno permesso durante il terremoto di magnitudo 7.1 di tre giorni fa di non subire vittime e danni ingenti.


