La battaglia per salvare le sequoie è già stata combattuta in passato. Oggi la sfida è gestire quel 95% di bosco che sta per ricrescere.
Incaricato dal National Geographic, il biologo Mike Fay ha esplorato la più grande foresta californiana di sequoie rimasta sul pianeta, 4000 ettari al confine meridionale dell'Humboldt Redwoods State Park, per valutare le condizioni degli alberi più alti del mondo e trovare una soluzione per incrementare la loro crescita.
Nel reportage, pubblicato sul numero di ottobre del National Geographic in edicola dai prossimi giorni, Fay propone una pratica di selvicoltura 'ecologica' per sviluppare la crescita dell'areale (zona di bosco) californiano. Fay, per massimizzare la produzione di legname e tutelare la flora e la fauna, fornendo un habitat di qualità, propone di far crescere gli alberi piu' grandi.
L'idea e' di disboscare meno alberi, evitando il taglio a raso (radere al suolo tutte le piante di una zona) a intervalli di qualche decennio che molte aziende del legname adottano.



Il biologo propone, invece, una tecnica diversa che consiste nell'operare una 'selvicoltura selettiva' che tagli solo il 30 per cento delle piante più esili e mal sviluppate, lasciando i tronchi dritti e robusti a prosperare nella nuova luce.
''Le sequoie si sviluppano a un fenomenale tasso di crescita se esposte al sole - spiega il biologo - e sono un ottimo 'polmone verde' perché catturano la Co2 presente nell'atmosfera e la trattengono nella loro corteccia''.
Gli alberi più grandi rappresentano quindi un investimento a lungo termine, perché - spiega Fay - ''la foresta gestita con la pratica della selvicoltura selettiva offre lavoro e legname di qualità, ma anche un habitat per la fauna selvatica (allocco maculato e salmone) e acque pulite.


