Al di là dei conosciuti e ovvi benefici che le piante portano alla vita, sembra ormai accertato che dobbiamo la nostra stessa esistenza al regno vegetale.
Durante gli ultimi 25 milioni di anni, avrebbero contribuito in modo sostanziale a salvare la Terra dal diventare un unico blocco di ghiaccio.
Circa 50 milioni di anni fa, il nostro pianeta era molto caldo, ai poli non v'era traccia di ghiaccio e i coccodrilli vivevano nelle regioni artiche fino a quando la concentrazione di diossido di carbonio nell'atmosfera cominciò a crollare di circa 1000-1500 parti per milione (ppm).
A questo punto la Terra cominciò a raffreddarsi. Mark Pagani della Yale University nel New Haven e i suoi colleghi ricercatori hanno identificato nel regno vegetale, in grado di fermare il processo di congelamento che sembrava ormai irreversibile.
Al tutto, 24 milioni di anni fa, infatti, si aggiunse la nascita delle catene montuose dell'Himalaya e delle Ande con un enorme utilizzo di rocce, un processo che rimuove grandissime quantità di CO2 dall'atmosfera, riducendo così l'effetto serra e portando ad un nuovo raffreddamento delle temperature terrestri. A quel punto piante e alberi, dispiegarono a pieno il loro salvifico effetto, riducendo in minerali le rocce che scendevano a valle dalla vertiginosa ascesa e combinandoli con la CO2 riuscirono a formare nuovi tipi di composti come per esempio il calcare.
Il gruppo di ricerca, tramite una simulazione computerizzata ha scoperto che una volta crollata 200 parti per milione la concentrazione di diossido di carbonio era tale da impedire la vita anche alle piante stesse che inevitabilmente cominciarono a soffocare e morire.
Questo causò un "feedback negativo" che portò all'interruzione del processo di trasformazione in carbonati delle rocce e della conseguente riduzione di CO2 che invece riprese a salire attestandosi su questi livelli da ormai 20 milioni di anni e salvando così il mondo da un destino di congelamento e terribili condizioni di vita.


