Rischio flop per accordo sull'ambiente a Copenaghen

 

Il presidente americano Barack Obama ha espresso il suo sostegno alla proposta del premier danese Lars Lokke Rasmussen per un accordo in due tempi sulla questione del clima: una intesa politica alla conferenza di Copenaghen del mese prossimo, seguita solo successivamente da una intesa legalmente vincolante.

 

Convocato d'urgenza il premier danese Lars Rasmussen, padrone di casa del summit sul clima che si terrà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre. Rasmussen è dovuto volare nottetempo in Asia per presentarsi nel ruolo di spettatore, e prendere atto che in Danimarca non sarà presa alcuna decisione.  Cruciale l'intesa che si è formata lungo l'asse Washington-Pechino che ha portato alla bocciatura ufficiale, e ha relegato in un ruolo marginale l'Unione Europea.

In una colazione organizzata a margine dell'Apec, i leader mondiali hanno constatato che sarà impossibile sottoscrivere a Copenaghen un nuovo trattato sul riscaldamento globale, vincolante per tutti i 192 Paesi che saranno presenti nella capitale danese, viste le profonde divergenze ancora esistenti tra i Paesi ricchi e quelli più poveri sugli indirizzi da adottare.