TimeStars, per il 40° anniversario dell'allunaggio dell'Apollo 11, dedica un "numero speciale" al sogno più ambizioso e affascinante dell'essere umano: la Luna.
Potremmo partire da molto lontano, nel tempo, ma ci piace ricordare le parole di J. F. Kennedy in un giorno di settembre del 1962 alla Rice University.
"...Scegliamo di andare sulla Luna non perché sia facile, ma perché è difficile. Noi navighiamo su questo nuovo mare perché c'è una nuova conoscenza e nuovi diritti da ottenere, ed essi debbono essere conseguiti ed utilizzati per il progresso di tutti i popoli...
Dipende dall'uomo se essa diventerà una forza benigna o maligna, e solo se gli Stati Uniti occuperanno una posizione di preminenza potremo essere aiutati a decidere se questo nuovo oceano sarà un mare di pace o un nuovo terrificante teatro di guerra. Ma io dico che lo spazio può essere esplorato e padroneggiato senza alimentare i fuochi della guerra, senza ripetere gli errori che l'uomo ha commesso nell'estendere il suo ordine su questo nostro pianeta...
Non c'è contesa, pregiudizio, conflitto tra nazioni nello spazio esterno. La sua conquista riserva il meglio a tutta l'umanità, e l'opportunità di cooperarvi pacificamente può non presentarsi più. Ma perché, qualcuno dice la Luna? Perché scegliamo questo come nostro obiettivo? E allora possono anche chiedere, perché scaliamo le montagne più alte? Perché - 35 anni fa - perché trasvolare l'Atlantico?...
Scegliamo di andare sulla Luna, scegliamo di andare sulla Luna entro questo decennio e di compiere le altre imprese, non perché esse siano facili, ma perché sono difficili, perché questo obiettivo servirà ad organizzare e a misurare il meglio delle nostre energie e capacità, perché questa è una sfida che noi siamo disposti ad accettare, che non vogliamo posporre, ed infine una sfida che vogliamo vincere.".



Kennedy non avrà la fortuna di assistere ma la sua visione e il suo impegno vedranno la luce sei anni più tardi quando Neil Armstrong, comandante dell'Apollo 11, portò per la prima volta l'essere umano a calpestare il suolo lunare. Lo seguì, poco dopo, nel Mare della Tranquillità (la zona dove era effettivamente atterrato il modulo lunare Eagle) Buzz Aldrin, mentre Michael Collins li attendeva sul modulo di comando in orbita lunare. Era il 20 luglio del 1969. L'evento tenne incollati alla televisione più di 500 milioni di telespettatori e colpì l'immaginario della gran parte della popolazione mondiale.
Le missioni del programma spaziale Apollo, voluto fortemente da Kennedy furono 17. In totale gli sbarchi sulla Luna furono 6 (Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17), per un totale di 12 astronauti discesi sul nostro satellite.
L'ultimo uomo a lasciare la Luna fu il comandante dell'Apollo 17 Eugene Cernan, nel dicembre 1972 disse: "Qui l'uomo completò la sua esplorazione della Luna. Possa lo spirito della pace nel nome della quale qui giungemmo riflettersi sulla vita di tutti gli uomini".
Da allora non siamo più tornati. Torneremo nel 2020, forse addirittura in modo stabile, con una base. Il futuro è alla nostra portata.
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