L'invasione silenziosa di specie marine aliene negli oceani

 

Un nuovo rapporto diffuso dal WWF, "Invasione Silenziosa", in coincidenza dell’incontro che si sta svolgendo in questi giorni a Londra dell’IMO, l'Organizzazione Marittima Internazionale, per prendere in considerazione gli aspetti ambientali della marina mercantile, descrive dettagliatamente 24 casi.

Specie marine infestanti sono state introdotte o diffuse, molto probabilmente, con lo scarico di merci dalle acque di zavorra.

 

Nei 5 anni durante i quali la Convention on the Control and Management of Ship’s Ballast Water and Sediments è stata ratificata solo da uno dei principali dieci stati marittimi mondiali.

Lo studio del WWF stima che siano circa 7000 le specie marine e costiere che ogni giorno attraversano gli oceani nascoste nelle acque di zavorra e che l’84% delle 232 ecoregioni marine (le aree più ricche di biodiversità identificate dal WWF) sono contaminate da specie invasive. Il traffico marittimo internazionale è considerato il principale fattore delle vie di ingresso per molte specie aliene e rappresenta un’industria enorme che commercia oltre il 90% di tutti i beni che viaggiano tra un paese e l’altro.  

In questi anni, ad esempio, la specie medusa pettine del Nord America,  detta  anche cnetofora, che ha praticamente spazzato via le acciughe e gli stock di un piccolo pesce autoctono, la papalina (Sprattus sprattus balticus) nel Mar Nero negli anni ’90 si è diffusa nel Mar Caspio, nel mare del Nord e nel Mar Baltico. Il granchio guantato cinese Eriocheir sinensis si è insediato su entrambe le sponde del nord Atlantico e si stima abbia causato danni di circa 80 milioni di euro solo in Germania sugli argini dei fiumi, sulla pesca e i sistemi acquatici.

“La Convenzione sulle acque di zavorra dell’IMO prevede un insieme di pratiche concordate e standard per rendere efficace il controllo di queste acque al livello internazionale, riducendo la diffusione di organismi  marini invasivi obbligando a costi minimi sul traffico marittimo e sul commercio” ha dichiarato la d.ssa Anita Makinen, a capo della delegazione del WWF presso l’IMO.

 

La maggior parte degli organismi marini ‘clandestini’ muoiono durante il viaggio oppure non appena ‘sbarcati’, ma le specie più resistenti che proliferano nei nuovi ambienti possono colpire la produttività della pesca e dell’acquacoltura, l’economia e la sopravvivenza delle comunità e il benessere dell’ambiente delle acque costiere e degli estuari.

I peggiori organismi invasivi finora studiati sono:      

la medusa pettine Mnemiopsis leidyi del Nord America, il gamberetto Misidiaceo rosso Hemimysis anomala, originario delle acque intorno al Mar Nero e Mar Caspio e ora presente nel Mar Nero, il fiume Reno (Germania) e scoperto nel Mare del Nord diffondendosi dall’Olanda nel 1997 verso il Belgio, Francia, Inghilterra e Irlanda. In soli due anni dal suo arrivo dall’Europa nel 2006 nel Lago Michigan e nell’Ontario si è diffuso fino al fiume San Lorenzo così come in tutti i bacini eccetto il lago Superiore. L’impatto principale sugli ecosistemi è dovuto soprattutto al fatto che la sua dieta include zooplankton e alghe.

Il granchio guantato cinese Eriocheir sinensis  ora scoperto negli estuari e fiumi che si affacciano nel Mare del Nord, nel Mar Baltico e sulle coste dell’Atlantico nordamericano e del Pacifico sta causando l’alterazione degli habitat e l’erosione delle sponde fluviali dovute alle sue abitudini invadenti. L’impatto in Germania è stimato di circa 80 milioni di euro.  

Le acque di zavorra trasportano anche un gran numero di batteri e virus, con oltre centinaia di miliardi di microrganismi capaci di accumularsi in una singola stiva, una parte dei quali rappresenta un potenziale pericolo per la salute umana come il colera e agenti patogeni intestinali come la Giardia duodenalis, un parassita dell’apparato digerente.