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Catastrofe Haiti - Nuovo sisma magnitudo 4.7

 

Potrebbero essere centinaia di migliaia i morti causati dal devastante sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter che martedì intorno alle 23 (ora italiana) ha colpito Haiti.

A fornire la tragica stima è stato il premier haitiano Jean Max Bellerive. L'epicentro del terremoto è stato localizzato a 15 km a sud-ovest della capitale Port-au-Prince.

 

 

Si sono registrate una decina di scosse che hanno raso al suolo la città: decine i palazzi crollati a Port-au-Prince, tra cui il Palazzo presidenziale e la sede dell'Onu. "Il Parlamento è crollato. Sono crollate le scuole. Sono crollati gli ospedali. Ci sono molte scuole con molte persone morte sotto le macerie. Tutti gli ospedali sono pieni di feriti.

E' una catastrofe", ha detto il presidente haitiano René Preval. Secondo le testimonianze nella città vi sono cadaveri per le strade e si scava con le mani sotto le macerie per salvare le persone rimaste sepolte. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha confermato la morte di 16 dipendenti dell'organizzazione nel sisma. Di questi 11 sono caschi blu brasiliani, tre poliziotti giordani, un argentino e un cileno. Ma molti sono ancora i dipendenti dell'Onu che mancano all'appello, ha sottolineato Ban, sollecitando l'aiuto internazionale nelle operazioni di ricerca perché sotto le macerie ci sono molte persone che "sono ancora vive". Precisando di non poter fare cifre precise, il segretario generale ha detto che potrebbero essere 150 i dipendenti dell'Onu ancora intrappolati sotto le macerie.

Purtroppo non mancano atti di sciacallaggio. Sciacalli, ma anche gente affamata, hanno preso d'assalto i supermarket rimasti in piedi dopo il sisma. Non ci sono mezzi, né luce e sono difficilissime le comunicazioni. "Le reti di telefonia mobile non funzionano e le strade sono gravemente danneggiate", sottolinea Medici Senza Frontiere, che si dice "estremamente preoccupata per l'incolumità dei propri pazienti e del proprio staff". Potrebbe intanto riaprire l'aeroporto della capitale haitiana, fondamentale per permettere l'arrivo degli aiuti umanitari.

''La sua riapertura dipenderà dal risultato di un'ispezione che dovrà essere condotta dalle autorità per verificare lo stato della pista di atterraggio e di quella di decollo" ha riferito il ministero della Difesa del Brasile.