Il G8 perde il suo primo grande leader, rimarrà comunque la delegazione cinese per partecipare ai lavori previsti.
Hu Jintao è costretto a rientrare in Cina per seguire con attenzione l'evolversi della protesta e degli scontri di questi giorni nella regione dello Xinjiang. Nella regione più arida della Cina ma dove di trova anche un'importante riserva di gas naturale, cinesi di etnia Han, maggioritaria, hanno marciato oggi armati di bastoni, vanghe e machete verso il centro di Urumqi.
Lo scontro etnico tra Han e Uiguri sembra ormai essere diventato incontrollabile e sembra che la scintilla che ha fatto scoppiare il caos sia dovuta a voci di un presunto stupro ad opera di Uiguri su due ragazze Han. La polizia ha aperto un'inchiesta ma naturalmente tutto è molto segreto. Da qui gli scontri e le proteste cresciute sempre più forse anche per la repressione senza mezzi termini che la polizia cinese ha messo in atto.
Mentre da Mosca il portavoce americano Robert Gibbs esprime profonda preoccupazione per la violenza e l'estensione della rivolta nella regione cinese, infuriano ancora le polemiche tra il Guardian e il governo italiano sull'organizzazione del summit. Speriamo che tutti questi elementi di disturbo non distolgano l'attenzione dalle criticità ambientali cui siamo esposti e alle quali invece si dovrebbe guardare con minuziosa perizia.


