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Eruzioni vulcaniche dopo le scosse - Il Cile sotto osservazione

 

Dopo le scosse di assestamento e il terremoto di magnitudo 8, il Cile sembra essere ancora destinato a soffrire probabili calamità naturali.

Infatti, vulcanologi della Oxford University prospettano un aumento significativo dell'attività vulcanica nel corso di quest'anno.

 

 

 

 

I risultati delle ricerche finora condotte dal team della Oxford University, guidato dal vulcanologo David Pyle, hanno evidenziato una stretta correlazione tra la recrudescenza di attività vulcanica e i terremoti di una certa importanza localizzati proprio lungo le coste cilene.

Per portare degli esempi, dopo il terremoto di  magnitudo 8,3 del 1906 e il terremoto di magnitudo 9,5 del 1960, si sono registrate tre o quattro eruzioni vulcaniche in un'area di circa 500 chilometri dall'epicentro nel corso dell'anno successivo.

Charles Darwin è stato tra i primi a suggerire un legame tra grandi terremoti  e la crescente attività vulcanica. Nei suoi diari, si rileva che un forte terremoto al largo delle coste del Cile nel febbraio 1835 sembrò resuscitare vulcani fino ad allora inattivi, aumentando sensibilmente il tasso di eruzione.

Il terremoto della settimana scorsa si è verificato nella stessa area del sisma osservato da Darwin nel 1835. "Useremo le misurazioni satellitari di calore e di deformazione della crosta terrestre per monitorare tutto l'arco dei vulcani, dal Llaima (nella foto), al Tupungatito, da nord a sud," afferma Pyle.

Pyle sottolinea che il rischio per la popolazione locale è probabilmente minimo. "Per i vulcani che sono già attivi si potrebbe registrare un aumento delle esplosioni di vapore, ma non ci aspettiamo un pericolo significativo."