L'energia prodotta dai parchi eolici offshore potrà fornire il 10% dell'elettricità europea ed evitare ogni anno le emissioni di 200 milioni di tonnellate di CO2.
Il dato, reso noto oggi dall'EWEA (European Wind Energy Association) in un rapporto intitolato ''Oceano di opportunità'', considera la potenzialità dei parchi offshore già in funzione e di quelli già progettati.
La pubblicazione sara' il canovaccio di base per i lavori della Conferenza esposizione biennale '' European Offshore Wind 2009'' che e' iniziata oggi a Stoccolma. Vi sono attese piu' di tremila persone tra cui il Commissario europeo per l'energia Andris Piebalgs, il vice Primo Ministro svedese, Presidente del Consiglio dei ministri europei dell'energia, Maud Olofsson, e rappresentanti di aziende produttrici e fornitrici di elettricita', industriali specializzati nelle produzione di tecnologie eoliche e investitori.
Aprendo i lavori il presidente dell'EWEA, Arturos Zervos, ha sottolineato l'enorme interesse dimostrato da parte degli operatori nei confronti dell'energia eolica offshore. Ha inoltre chiarito che la scala dei progetti e' di dimensioni ben piu' importante di quanto pensi la gente. Il ministro Olofsson, dal canto suo, ha assicurato che i governi sono pronti e disposti a giocare la loro parte e che e' possibile rivoluzionare il futuro dell'energia europea.


