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L'Endeavour vicino alla Stazione Spaziale

 

Dopo il rinvio imposto ieri da uno spesso strato di nuvole, oggi lo shuttle Endeavour ha dato spettacolo: l'ultimo lancio notturno della navetta americana (i quattro che mancano avverranno di giorno) ha illuminato il cielo e la lunga scia luminosa è stata imponente.

La navetta è rimasta visibile per un tempo lunghissimo (ben sette minuti e mezzo, ossia un minuto prima di entrare in orbita) finché non è diventata un puntino luminoso, come una stella molto brillante.

 

 La missione, chiamata Sts-130, apre una nuova pagina nella storia della stazione orbitale. A bordo dello shuttle si trovano, agganciati fra loro, il Nodo 3, "Tranquillity", che contiene sistemi ad alta tecnologia per la purificazione dell'aria e dell'acqua sulla Iss, e la Cupola, la grande finestra che darà agli astronauti una vista a 360 gradi sulla Iss (d esempio per seguire più direttamente le passeggiate spaziali) , ma anche sul cosmo e soprattutto sulla Terra.

Si chiama Cupola in omaggio a Michelangelo perché, come il David, è stata ottenuta da un unico blocco di materiale, Entrambi i moduli sono stati realizzati dall'Esa per la Nasa e costruiti in Italia, negli stabilimenti di Torino della Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica). "Adesso che abbiamo costruito la Stazione Spaziale, dobbiamo utilizzarla e orientare su di essa un buon flusso di esperimentI", ha detto il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese.

Guarda con ottimismo al futuro ruolo dell'industria italiana anche l'amministratore delegato della Thales Alenia Space, Luigi Pasquali: "ci siamo guadagnati un ruolo sulla Stazione Spaziale - ha detto - e ora è importante continuare a mantenerlo".