I cambiamenti climatici hanno ''un impatto drammatico sulla vita delle persone'' che vivono nei Paesi in Via di sviluppo dove i cambiamenti agiscono da ''moltiplicatore dei problemi'' e i disastri naturali sono più frequenti, i quali a livello mondiale sono aumentati fino a arrivare a circa 500 all'anno. E' questo, in sintesi, il contenuto del dossier "Stand up 2009: uniti contro la povertà e i cambiamenti climatici".
Il rapporto curato dalla Campagna del millennio, dalla Caritas italiana, dall'Unione sport per tutti e dal Wwf, sarà presentato oggi a Roma nel corso della conferenza per la mobilitazione di quest'anno in programma dal 16 al 18 ottobre.
I cambiamenti climatici incidono, osserva il rapporto, sulla ''vulnerabilità delle persone'': in particolare con alluvioni, siccità e scarsità d'acqua, fame, incremento delle malattie, mancanza di educazione e istruzione e conseguente migrazione dei cosiddetti profughi ambientali.
Senza contare la furia della natura: i disastri naturali, osserva il Wwf, ''si sono quadruplicati negli ultimi 20 anni, passando dai circa 129 all'anno negli anni '80 ai 500 all'anno di oggi''.
E, anche i dati degli effetti climatici sulle popolazioni più povere, forniti dal Wwf, parlano chiaro: il 94% circa dei disastri naturali sono avvenuti nei Paesi in via di sviluppo, con il ritmo attuale di innalzamento degli oceani solo il Bangladesh avrà prodotto 35 milioni di rifugiati entro il 2100, quasi due miliardi di persone in Africa e Asia soffriranno la sete al 2025, 600 milioni di persone si aggiungeranno agli altri milioni di affamati entro il 2080.
L'aumento delle
temperature porterà ''a una recrudescenza di
malattie infettive'', come la malaria, in Brasile e
Sud Africa, mentre la produzione agricola potrebbe
dimezzarsi anche del 50% al 2020 con l'agricoltura
africana che dipende per il 95% dalle
precipitazioni.


