Centinaia di e-mail, sottratte dagli hacker
dai computer della University of East Anglia, in
Gran Bretagna, svelano che autorevoli ricercatori e
scienziati, inglesi e americani, hanno forzato e in
qualche caso alterato i dati in loro possesso,
concordando vere e proprie strategie di
comunicazione per convincere l’opinione pubblica
della critica situazione della Terra. TimeStars ha
intervistato a riguardo il Professore Uberto
Crescenti.
TimeStars - Prof.
Crescenti, pochi giorni fa lo scandalo dei dati
ritoccati, rivelato dal New York Times, ha fatto
riesplodere la disputa pubblica sui danni veri o
presunti causati dai gas serra alla sostenibilità
climatica del pianeta. Che idea si è fatto della
notizia?
Crescenti -
Da tempo temevo che certi organismi
pseudoscientifici, piuttosto fortemente influenzati
politicamente, operassero in maniera poco corretta.
La notizia del New York Times è pertanto in linea
con la mia preoccupazione.
TimeStars -
Quali sono le implicazioni di quanto successo? E'
possibile un dibattito scientifico fondato su dati
"trattati"?
Crescenti -
La correttezza del trattamento dei dati è alla base
di ogni disputa scientifica. Poiché sul tema
Clima-Uomo, al di là di quanto viene diffuso dai
mass media, non esiste una condivisione generale da
parte degli scienziati, ma la schiera dei cosiddetti
"scettici" o "negazionisti" è molto grande e almeno
pari a quella dei catastrofisti, i Governi
dovrebbero tener conto di questa situazione e non
avvallare l'adesione al Protocollo di Kyoto, basato
sulla incertezza scientifica e troppo costoso.
Condivido l'atteggiamento saggio del Presidente
della Repubblica Ceca, Vàclav Havel, che nel 2007
dichiarò alla Conferenza delle Nazioni Unite sui
Cambiamenti Climatici: " Noi dobbiamo scegliere. Una
risposta razionale dipende - come sempre - dalla
dimensione e dalla probabilità del rischio e
dall'entità dei costi per evitarlo. Come
responsabile politico, con tutti i dati disponibili
e gli argomenti in mente, devo concludere che il
rischio è troppo piccolo e i costi per eliminarlo
troppo grandi e che l'applicazione di un principio
di precauzione interpretato in modo fondamentalista
è una strategia sbagliata".
TimeStars -
Quando sentiamo parlare di "disputa", la prima cosa
che ci viene in mente è il tenore delle notizie sui
media italiani. Non sembra esserci traccia di tesi
antitetiche a quelle cosiddette "catastrofiste"...
Lo stesso scandalo delle email rubate ha resistito
solo 24 ore sulle prime pagine. Dov'è il dibattito?
Crescenti -
Gli "scettici" purtroppo non trovano accesso e
sostegno dai mass media e pertanto appaiono una
schiera poco numerosa Lo scorso anno presso il
Politecnico di Milano fu presentato un volumetto,
pubblicato da 21mo Secolo, dal titolo :"La Natura,
non le attività dell'Uomo, governa il Clima". La
pubblicazione era una sintesi di un volume di oltre
600 pagine con cui una associazione spontanea di
scienziati autodefinitisi N-IPCC di tutto il mondo
avevano smontato, capitolo per capitolo, i risultati
presentati dall'IPCC nel 2007. A questo rapporto
presentato da un famoso scienziato S.Fred Singer,
hanno aderito oltre 30.000 scienziati di tutto il
mondo, a dimostrazione che la schiera degli scettici
è numerosa. Ebbene, di questa presentazione e dei
risultati illustrati, si è avuta uno scarso
riscontro sui giornali con piccoli trafiletti
"nascosti" e nessuna informazione dalle TV. La
notizia del New York Times ha subito lo stesso
trattamento.
TimeStars -
E' un problema della stampa italiana o è un fenomeno
internazionale?
Crescenti -
E' un problema di tutto il mondo. Dietro le tesi dei
catastrofisti si muovono interessi enormi che
neanche riusciamo ad immaginare. Il potere economico
che condiziona quello politico e anche quello
mediatico, è pertanto votato a sostenere le tesi
catastrofiste, a danno della comunità. Il Protocollo
di Kyoto è secondo me il più grande imbroglio a
danno di tutti.
TimeStars -
Quali sono le condizioni del nostro pianeta?
Crescenti -
Il nostro Pianeta non ha nulla da temere in merito
al riscaldamento globale: le variazioni climatiche
ci sono sempre state anche quando le attività umane
erano praticamente nulle, e pertanto continueranno
ad esserci. E qui non bisogna confondere il
riscaldamento globale con l'inquinamento. Il primo è
"globale", il secondo è localizzato e limitato alle
aree in cui si sviluppa. Questo non significa che
dobbiamo inquinare ma che si tratta di due problemi
differenti. Bisogna ricordare che la CO2 non è un
gas inquinante, ma al contrario è fondamentale per
la vita sul nostro Pianeta.
Il prof. Crescenti
è autore di oltre 100
pubblicazioni scientifiche di altissimo livello, che
lo hanno posto all'attenzione della comunità
scientifica nazionale ed internazionale. Tuttora i
lavori pubblicati su aree dell'Appennino
meridionale, e sull'Abruzzo in particolare, sono la
base per affrontare approfondimenti in questi
settori ed in quelli della geologia applicata alla
difesa del suolo.
Attualmente è presidente della Società Geologica
Italiana (carica già ricoperta nel 1999) e
presidente dell'Associazione di Geologia Applicata
ed Ambientale, di cui è il fondatore.