Secondo test nucleare in tre anni, dopo quello del 2006, per il regime di Pyongyang.
Condanna unanime dell'ONU e della comunità internazionale, ma l'atteggiamento di Kim Jong-il e dei suoi figli, in lotta per la successione, è sempre più aggressivo.
Il test ha provocato anche un piccolo terremoto sotterraneo di magnitudo 4,5.
All'unanimita', il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato con forza , al termine di una riunione urgente durata poco piu' di un'ora, il secondo test atomico nord-coreano in tre anni. I Quindici, convocati d'urgenza dalla Russia che ha la presidenza di turno, hanno deciso di preparare una risoluzione che comportera' una serie di nuove sanzioni nei confronti del governo di Pyongyang.
''I membri del Consiglio - ha dichiarato l'ambasciatore russo Vitaly Ciurkin al termine della riunione- hanno espresso la loro forte opposizione e la loro condanna del test nucleare effettuato il 25 maggio 2009 dalla Corea del Nord, il quale costituisce una chiara violazione della risoluzione 1718 del Consiglio'', e hanno deciso di ''iniziare immediatamente a lavorare su una risoluzione''.
Tutti, e in prima fila gli Stati Uniti come ha indicato l'ambasciatrice Usa Susan Rice, premono per una risoluzione forte. Il presidente Barack Obama ha definito l'esperimento sotterraneo di Pyongyang ''una minaccia per la pace e la sicurezza'' e ''una sfida sconsiderata alla comunita' internazionale''. Washington ha appreso del test atomico con minimo preavviso - meno di un'ora - attraverso il ''canale di New York'', diplomatici nordcoreani alle Nazioni Unite, anche se ''gli Stati Uniti non sono rimasti sorpresi, a causa dell'atteggiamento sempre piu' aggressivo e bellicoso di Pyongyang'', ha detto alla Cnn il capo degli Stati Maggiori, ammiraglio Mike Mullen.
Tokyo e Seul, che avevano chiesto la riunione del Consiglio, puntano a ottenere ''misure appropriate'' in stretta collaborazione con gli altri interlocutori dei negoziati a sei (Stati Uniti, Cina, Russia) da cui la Corea del Nord si e' bruscamente ritirata in aprile.
Sulla carta la condanna delle potenze del Consiglio di Sicurezza e' stata unanime dopo che in aprile i quindici avevano attivato nuove sanzioni in risposta al lancio di un missile: la Cina, il maggiore partner commerciale di Pyongyang che disperatamente vuole un ritorno dei nordcoreani al tavolo dei negoziati, si e' detta ''risolutamente contraria'' ai test, mentre la Russia, nel deprecare gli esperimenti come 'profondamente destabilizzanti'', ha ricordato alla Corea del Nord che ''puo' garantire la sua sicurezza solo attraverso la via politico-diplomatica''.



Poco nel coro di condanne offre pero' reale speranza di cambiamento. La Corea del Nord, che usa i test come pedina di scambio con il resto del mondo, e' gia' oggi il paese piu' isolato del globo e il suo isolamento potrebbe significativamente aumentare solo in caso di chiusura dei traffici commerciali con la Cina. Gli esperimenti, su cui Pyongyang punta per dimostrarsi a breve una potenza nucleare con cui trattare da pari a pari, coincidono con il clima di incertezze sulla successione nordcoreana dopo l'ictus subito da Kim Jong-il lo scorso agosto e i preparativi per il passaggio dei poteri a uno dei suoi tre figli.
Il primo test atomico nordcoreano risale al 2006 e di recente la Corea del Nord aveva annunciato l'intenzione di fare un bis citando quella che aveva definito l'''ostilita'' di Washington. Due settimane fa Pyongyang aveva respinto l'offerta dell'emissario americano Stephen Bosworth per una ripresa dei colloqui a sei sostenendone l'inutilita': ''Non c'e' niente da guadagnare nel sedersi con un interlocutore che continua a giudicarci con ostilita'', aveva fatto sapere il ministero degli esteri nordocoreano ''dopo aver condotto una revisione dei primi cento giorni di Obama alla Casa Bianca''.


