Allarme per la biodiversità delle Ande e delle scogliere del centro America

 

Le scogliere centroamericane e le Ande del nord, la cui biodiversità è in pericolo, saranno al centro dei sedici casi di cambiamento climatico presentati dal Wwf e dalla Fondazione argentina Vida Silvestre (Fvs) al summit di Copenaghen in dicembre.

Sparse tra il Messico, il Guatemala, il Belize e l'Honduras, le scogliere sono formate da estuari di fiumi, spiagge, mangrovie, erbe marine e contano più di 500 specie di pesci e tartarughe acquatiche.

 

L'aumento del livello del mare, lo sbiancamento delle scogliere per l'incremento della temperatura e il fenomeno dell'acidificazione stanno provocando la diminuzione del turismo e delle attività di pesca, molto praticate nella zona.

D'altro canto, sottolineano gli esperti di Buenos Aires, le Ande del nord, il cui territorio si estende in Venezuela, Ecuador e Colombia, sono minacciate in particolare ''dall'avanzamento della frontiera agricola''. La regione, 'patria' mondiale della coltivazione di erbe ad uso medico, alimentare e industriale, conta su 45.000 specie di piante, 1.400 di uccelli e 500 di rane.

Per quanto riguarda le scogliere, secondo gli esperti del Wwf e della Fvd, e' fondamentale che in tali aree venga mantenuto uno sviluppo sostenibile, tramite per esempio la protezione delle coste naturali e di quelle per l'allevamento ittico, oltre al reclutamento dei 'guardiani della natura' che si prendano cura dell'ambiente.

Sul fronte andino, invece, si tenterà di individuare aree protette che storicamente hanno resistito al cambio climatico e considerarle 'aree di referenza' su cui basare il mantenimento delle altre zone.