Sembra destinata a sconvolgere le convinzioni sul satellite della Terra la straordinaria scoperta ad opera della sonda indiana Chandrayaan-1, dell'americana Deep Impact e del radar italo-americano della sonda Cassini.
C'è acqua sulla Luna. Ad annunciarlo è un team di scienziati, con tre diversi lavori pubblicati sulla prestigiosa rivista 'Science'.
E lo ha annunciato anche la Nasa. "La presenza di acqua sulla Luna - scrive 'Science' nella nota di presentazione - è stata rilevata da tre differenti studi realizzati attraverso i dati di tre sonde spaziali che hanno dimostrato la presenza di acqua o di idrossile (OH) o acqua, o di tutti e due, sulla superficie lunare".
"Queste scoperte - prosegue - ci costringono a riesaminare l'idea che la Luna completamente arida".
"Carl Pieters e i suoi colleghi - si legge ancora nella nota - hanno esaminato i dati forniti dalla missione spaziale della sonda Chandrayaan-1 e hanno scoperto che i raggi infrarossi in vicinanza dei poli lunari venivano assorbiti a lunghezze d'onda paragonabili a quelle di sostanze contenenti acqua o idrossili".
Secondo quanto scrive 'Science' "questo studio, assieme agli altri, afferma che man mano che ci si avvicina ai poli lunari sembra aumentare la presenza di acqua ghiacciata o idrossili". "Roger Clark - scrive ancora 'Science' - utilizza i dati di uno spettrometro high-tech a bordo della sonda Cassini per identificare la presenza di acqua o idrossili vicino ai poli e alle latitudini inferiori.
Jessica Sunshine e colleghi descrivono la mappatura a infrarossi della sonda Deep Impact, che conferma anche la presenza di acqua legata o idrossili in tracce su gran parte della superficie della Luna". Secondo la rivista "i loro risultati suggeriscono che la formazione e la conservazione di queste molecole è un processo continuo sulla superficie lunare e che il vento solare potrebbe essere responsabile della loro formazione".
"Presi insieme, questi rapporti - prosegue ancora 'Science' - suggeriscono che l'acqua o gli idrossili nelle regioni polari della Luna potrebbero essere arrivati lì nel corso del tempo, attirati da un ambiente più freddo". E, conclude 'Science', "a spiegare questi risultati in modo più dettagliato è uno studio dello scienziato Paul Lucey".
Scoperta anche su Marte dove c'è molto più ghiaccio di quanto fossero riusciti a scoprire fino ad oggi gli scienziati. E il ghiaccio sarebbe presente non solo sui poli del pianeta rosso ma anche alle latitudini intermedie. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sempre su 'Science'. La scoperta arriva dai ricercatori coordinati da Shane Byrne del laboratorio di Planetologia dell'Università dell'Arizona che hanno messo a punto i dati arrivati dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter (Mro).


