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Sappiamo davvero cosa sta succedendo al pianeta?

marzo 27, 2017 11:05 pm Category: Ambiente, Zoom On A+ / A-

Ripubblichiamo (visto il grande numero di richieste pervenute in redazione) l’intervista del 2011 al Prof. Uberto Crescenti, scusandoci per la temporanea scomparsa dell’articolo. Buona lettura.

Centinaia di e-mail, sottratte dagli hacker dai computer della University of East Anglia, in Gran Bretagna, svelano che autorevoli ricercatori e scienziati, inglesi e americani, hanno forzato e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, concordando vere e proprie strategie di comunicazione per convincere l’opinione pubblica della critica situazione della Terra. TimeStars ha intervistato a riguardo il Professore Uberto Crescenti.

TimeStars Prof. Crescenti, pochi giorni fa lo scandalo dei dati ritoccati, rivelato dal New York Times, ha fatto riesplodere la disputa pubblica sui danni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità climatica del pianeta. Che idea si è fatto della notizia?

Crescenti Da tempo temevo che  certi organismi pseudoscientifici,  piuttosto fortemente influenzati politicamente, operassero in maniera poco corretta. La notizia del New York Times è pertanto in linea con la mia preoccupazione.

TimeStars Quali sono le implicazioni di quanto successo? E’ possibile un dibattito scientifico fondato su dati “trattati”?

Crescenti La correttezza del trattamento dei dati è alla base di ogni disputa scientifica. Poiché sul tema Clima-Uomo, al di là di quanto viene  diffuso dai mass media, non esiste una condivisione generale da parte degli scienziati, ma la schiera dei cosiddetti “scettici” o “negazionisti” è molto grande e almeno pari a quella dei catastrofisti, i Governi dovrebbero tener conto di questa situazione e non avvallare l’adesione al Protocollo di Kyoto, basato sulla incertezza scientifica e troppo costoso. Condivido l’atteggiamento saggio del Presidente della Repubblica Ceca, Vàclav Havel, che nel 2007  dichiarò alla Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici: ” Noi dobbiamo scegliere. Una risposta razionale dipende – come sempre – dalla dimensione e dalla probabilità del rischio e dall’entità dei costi per evitarlo. Come responsabile politico, con tutti i dati disponibili e gli argomenti in mente, devo concludere che il rischio è troppo piccolo e i costi per eliminarlo troppo grandi e che l’applicazione di un principio di precauzione interpretato in modo fondamentalista è una strategia sbagliata”.

TimeStars Quando sentiamo parlare di “disputa”, la prima cosa che ci viene in mente è il tenore delle notizie sui media italiani. Non sembra esserci traccia di tesi antitetiche a quelle cosiddette “catastrofiste”… Lo stesso scandalo delle email rubate ha resistito solo 24 ore sulle prime pagine. Dov’è il dibattito?

Crescenti Gli “scettici” purtroppo non trovano  accesso e sostegno dai mass media e pertanto appaiono una schiera  poco numerosa  Lo scorso anno presso il Politecnico di Milano fu presentato un volumetto, pubblicato da 21mo Secolo, dal titolo :”La Natura, non le attività dell’Uomo, governa il Clima”.  La pubblicazione era una sintesi di un volume di oltre 600 pagine con cui una associazione spontanea di scienziati autodefinitisi N-IPCC di tutto il mondo avevano smontato, capitolo per capitolo, i risultati presentati dall’IPCC nel 2007. A questo rapporto presentato da un famoso scienziato S.Fred Singer, hanno aderito oltre 30.000 scienziati di tutto il mondo, a dimostrazione che la schiera degli scettici è numerosa. Ebbene, di questa presentazione e dei risultati illustrati, si è avuta uno scarso riscontro sui giornali con piccoli trafiletti “nascosti” e nessuna informazione dalle TV. La notizia del New York Times ha subito lo stesso trattamento.

TimeStars E’ un problema della stampa italiana o è un fenomeno internazionale?

Crescenti E’ un problema di tutto il mondo. Dietro le tesi dei catastrofisti si muovono interessi enormi che neanche riusciamo ad immaginare. Il potere economico che condiziona quello politico e anche quello mediatico, è pertanto votato a sostenere le tesi catastrofiste, a danno della comunità. Il Protocollo di Kyoto è secondo me il più grande imbroglio a danno di tutti.

TimeStars Quali sono le condizioni del nostro pianeta?

Crescenti Il nostro Pianeta non ha nulla da temere in merito al riscaldamento globale: le variazioni climatiche ci sono sempre state anche quando le attività umane erano praticamente nulle, e pertanto continueranno ad esserci. E qui non bisogna confondere il riscaldamento globale con l’inquinamento. Il primo è “globale”, il secondo è localizzato e limitato alle aree in cui si sviluppa. Questo non significa che dobbiamo inquinare ma che si tratta di due problemi differenti. Bisogna ricordare che la CO2 non è un gas inquinante, ma al contrario è fondamentale per la vita sul nostro Pianeta.

Il prof. Crescenti è autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche di altissimo livello, che lo hanno posto all’attenzione della comunità scientifica nazionale ed internazionale. Tuttora i lavori pubblicati su aree dell’Appennino meridionale, e sull’Abruzzo in particolare, sono la base per affrontare approfondimenti in questi settori ed in quelli della geologia applicata alla difesa del suolo.
Attualmente è presidente della Società Geologica Italiana (carica già ricoperta nel 1999) e presidente dell’Associazione di Geologia Applicata ed Ambientale, di cui è il fondatore.
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