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Iniziata la missione VITA dell’Agenzia Spaziale Italiana

luglio 30, 2017 10:58 am Category: Spazio, Zoom On A+ / A-

Gli effetti delle lunghe permanenze nello spazio al centro dei suoi esperimenti

VITA, acronimo di Vitality, Innovation, Technology, Ability, è il nome della terza missione di lunga durata dell’ASI. Durante la sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) Paolo Nespoli avrà il compito di seguire oltre 200 esperimenti di cui ben 11 selezionati da ASI, la gran parte dei quali biomedici e il resto tecnologici.

La missione porterà Paolo Nespoli, sulla Stazione Spaziale Internazionale. L’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha lasciato la Terra ieri alle 17,41 ora italiana dalla base russa di Baikonur in Kazakistan con la capsula Soyuz MS-05. A bordo, insieme a Nespoli, anche il comandante russo Sergei Ryazansky e l’astronauta americano Randy Bresnik.

La missione VITA fa parte della partnership strategica tra ASI e NASA sancita dall’accordo bilaterale MPLM.  L’accordo stabilisce che a fronte della fornitura dell’ASI all’ente spaziale statunitense di tre moduli pressurizzati abitativi MPLM (Multi Purpose Pressurized Module), uno di questi trasformato in modulo permanente della ISS, la NASA garantisca all’Agenzia Spaziale Italiana delle opportunità di volo sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Nelle due missioni precedenti Nespoli è rimasto complessivamente in orbita per 174 giorni: la prima, ESPERIA, di breve durata, nel 2007 a bordo dello shuttle STS-120 Discovery; la seconda, MagISStra, di lunga durata, nel 2010 con la Soyuz TMA-20. L’astronauta italiano, selezionato dall’ASI nel 1998, è membro del corpo degli astronauti europei di ESA. 60 anni compiuti lo scorso 6 aprile, Nespoli farà parte con i suoi compagni di volo dell’Expedition 52/53 del programma ISS, il cui rientro sulla Terra è previsto per il prossimo dicembre con l’atterraggio nel deserto della regione centrale de Kazakistan.

È per me un grande piacere e un grande onore aver condiviso oggi la partenza di questa nuova missione dell’ASI e di questo nuovo viaggio di Paolo Nespoli, simbolo di quella esplorazione nei confini dello spazio e della vita che serve al genere umano per andare avanti, credere nel futuro, lasciare eredità positive a chi verrà dopo di noi”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, che aggiunge. “Avere sulla Stazione Spaziale Internazionale un astronauta italiano è un fatto molto importante, perché dietro la presenza di Nespoli c’è un sistema che funziona e che ottiene risultati di alto livello. È il sistema dello spazio italiano, che a partire dall’ASI, passando per gli altri enti di ricerca, le università, e poi le industrie, conferma e fa crescere la sua eccellenza e competitività: nella formazione delle donne e gli uomini che lavorano in questo settore, nella capacità dei ricercatori di intraprendere le vie più interessanti della ricerca spaziale, nell’abilità dell’industria di sperimentare soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Sullo spazio, l’Italia ha un’idea e un punto di vista forte, in grado di influenzare l’intera comunità spaziale internazionale

 

La Stazione Spaziale Internazionale è una meravigliosa casa comune della scienza e della tecnologia dove l’ASI ha un presidio scientifico permanente grazie agli accordi con la NASA. Questo perché l’Italia ha contribuito in maniera fondamentale alla sua costruzione: circa il 50% dei moduli dove gli astronauti vivono e lavorano è stato realizzato a Torino. Inoltre gli esperimenti della missione VITA sono molto importanti perché ci daranno delle indicazioni significative sulle missioni oltre le orbite basse, con la prospettiva dell’arrivo dell’uomo su Marte”, ha dichiarato il presidente dell’ASI, Roberto Battiston.

La missione VITA è il terzo volo di un astronauta ESA di nazionalità italiana, negli ultimi quattro anni: Luca Parmitano, con la missione Volare nel 2013 e Samantha Cristoforetti con Futura nel 2014, entrambe missioni di lunga durata dell’ASI.

In totale gli astronauti italiani sono sette di cui cinque che hanno soggiornato sulla Stazione Spaziale. Cade in questi giorni il 25esimo del volo di Franco Malerba, primo italiano a essere stato lanciato nello spazio. Sono seguite le missioni degli astronauti ESA di nazionalità italiana, Maurizio Cheli e Umberto Guidoni, le tre di Roberto Vittori e poi quelle di Nespoli, Parmitano e Cristoforetti.  A conferma del ruolo di primo piano del nostro Paese nel settore spaziale e in particolare in quello del volo umano.

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