Se gli Stati Uniti rinunciano alla Luna
Barack Obama
non ha soldi o meglio non ha fondi per riportare l'uomo
sulla Luna. E' proprio Charlie Boden, l'amministratore
della Nasa, a raccontare come si svilupperà il programma
spaziale americano dopo il netto taglio di questi
giorni.
Ecco così nascere la
via dell'apertura ai privati. "Affitteremo gli impianti di Cape
Canaveral ai privati e noi dobbiamo cercare di attrarli a
svolgere qui le loro attività».
«La Nasa – ha
continuato - deve avviare ricerche per costruire nuovi motori
per razzi, nuovi sistemi robotici, insomma deve concepire nuovi
sistemi per viaggiare domani nello spazio. Punteremo sulla
collaborazione internazionale e sulla Stazione Orbitante anche
oltre il 2020.».
Dalle parole di
boden si capisce che il futuro è abbastanza incerto mentre al
Kennedy Space Center intanto l’anno prossimo sarà licenziata la
metà dei tecnici che qui lavorano soprattutto per i voli dello
shuttle il quale quest’anno terminerà le sue missioni.
Nel frattempo la
corsa alla Luna non si ferma, l'Agenzia Spaziale Europea (Esa)
sta progettando una missione sulla Luna nel 2017-1018 che
prevede l'atterraggio di un veicolo. Dovrebbe atterrare nel Polo
Sud lunare, ossia nella zona in cui potrebbe esserci
probabilmente acqua. Lo ha annunciato Simonetta Di Pippo, a capo
del Direttorato dell'Esa sul Volo Umano.
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