Una tempesta di meteoriti ha reso la terra vivibile

Una ricerca del London Imperial College afferma che una tempesta di meteoriti avrebbe colpito il nostro pianeta 4 milioni di anni fa rifornendo la Terra di elementi essenziali alla vita come l'acqua.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Geochimica et Cosmochimica Acta.

I ricercatori del London Imperial College avrebbero portato alcuni meteoriti a sopportare temperature elevatissime, del tutto simili a quelle che un corpo subisce entrando nell'atmosfera terrestre. Il fine era quello di osservare le emissioni gassose emesse durante tale processo per simulare un modello il più vicino possibile alla tempesta di meteoriti.

I risultati di questi studi annunciano che l'emissione di gas dovuti all'ingresso dei meteoriti nell'atmosfera terrestre sarebbe stato sufficiente a creare un ambiente più vivibile, più caldo e più umido.

Il gruppo di ricerca è partito con 15 frammenti riscaldandoli con una tecnica chiamata pirolisi - FTIR che utilizza l'elettricità per riscaldare i frammenti ad una velocità di 20000 gradi al secondo.

 

I gas sprigionati sono stati dunque analizzati portando alla scoperta che ben il 12% della massa dei frammenti era composto da vapore acqueo e il 6% da diossido di carbonio.

Il resto è stato "semplice", hanno cercato di quantificare in che numero effettivamente i meteoriti possano essersi schiantati durante l'ultimo bombardamento pesante (Late Heavy Bombardment (LHB)) del nostro Sistema Solare circa quattro milioni di anni fa.

Sulla base dei risultati ottenuti, i ricercatori inglesi credono che sulla Terra e su Marte siano arrivate grazie ai meteoriti almeno 10 miliardi di tonnellate d'acqua e di diossido di carbonio all'anno. L'acqua e il diossido di carbonio avrebbero cominciato subito il loro lavoro di terraforming, dando il via al ciclo dell'acqua e al riscaldamento del pianeta.

 

 

 

Il campo magnetico terrestre avrebbe poi preservato queste condizioni, deflettendo il vento solare che invece avrebbe eliminato i due gas dalla superficie marziana.