Una strategia europea per l'esplorazione

La scommessa, non facile, è riuscire ad armonizzare programmi, orientamenti e posizioni degli Stati membri di Ue ed Esa in campo spaziale.  Nonostante la crisi bisogna avere il coraggio di investire nello spazio perché i ritorni sono assicurati in termini di innovazione e sviluppo.

Tuttavia l'Europa dello spazio ha fatto il primo passo verso una strategia comune per l'esplorazione umana. Per la prima volta,a Praga, Unione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa) si sono incontrate per discutere delle future missioni verso Luna e Marte con uomini a bordo.

All'indomani del rapporto Augustine della Nasa che ha indicato gli obiettivi della politica spaziale statunitense, i 29 ministri della Ricerca (27 dei Paesi Ue, piu quelli di Svizzera e Norvegia, membri dell'Esa) hanno deciso di fare dell'Europa un nuovo attore politico, hanno stabilito dei compiti e si sono dati appuntamento per la prima verifica nel 2010 a Bruxelles.

Questo accade nello scenario spaziale internazione che, secondo il rapporto Usa, vedrà la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) attiva auspicabilmente fino al 2025, e che vede comparire nuovi protagonisti importanti, come Cina e India.

L'intesa raggiunta  somiglia al lancio di una missione di un astronauta, ha detto la responsabile del direttorato per il Volo umano dell'Esa, Simonetta Di Pippo: ha infatti richiesto una lunga preparazione e getta le basi di un percorso in quattro tappe: continuare a lavorare su obiettivi comuni a Ue ed Esa; migliorare la comunicazione con i partner internazionali; elaborare una roadmap con missioni robotiche e umane nell'ambito di un'iniziativa comune Ue-Esa; esplorare meccanismi e schemi di finanziamento.

Per il vicepresidente della Commissione Europea, Guenter Verheugen, é chiaro che "nessun Paese è in grado di affrontare da solo l'esplorazione spaziale. Oggi è l'inizio di un lungo viaggio verso la preparazione di una roadmap per una visione comune". Che l'esplorazione umana abbia dei costi alti è vero, ha osservato il sottosegretario alla Ricerca, Giuseppe Pizza, alla guida dei ministri dell'Esa, "ma le ricadute saranno globali". Una prima stima dei costi è stata tentata dal presidente dell' Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese, per il quale mantenere la partecipazione alla stazione orbitale fino al 2025 costerà all'Europa circa 5 miliardi di euro.