L'uomo inquina anche nello spazio,
abbandonando nell'atmosfera parti usate di satelliti, non più
operativi, e frammenti di navicelle che finiranno per
compromettere le future missioni aerospaziali, aumentandone il
costo.
Uno studio di Hugh Lewis del
dipartimento inglese di scienze ingegneristiche dell'università
di Southhampton dimostra che il numero di rottami in orbita e'
destinato a salire vertiginosamente: il loro 'incontro
ravvicinato' crescerà del 50% nei prossimi dieci anni e del 250%
entro il 2059 per un totale di 50.000 la settimana.
Secondo l'esperto inglese in
futuro bisognerà, dunque, spendere molto per evitare l'alto
rischio di collisioni provocato da questa 'pattumiera spaziale'
che schizza in tutte le direzioni e si muove ad alta velocità
(almeno 7,5 chilometri al secondo) attorno alla Terra.
''La quantita' di residui era
gestibile durante la prima 'era delle missioni spaziali', ma e'
diventata troppo alta di recente, quando nel 2007 la Cina ha
distrutto uno dei suoi satelliti con un missile, disperdendo i
detriti nello spazio. La collisione tra due grandi satelliti nel
febbraio del 2009 ha fatto poi precipitare la situazione
contribuendo al 40% dei frammenti attuali in orbita'', ha
spiegato lo studioso inglese.