''E' un altro passo verso la
definizione del bilancio idrologico di Marte.
Il nuovo panorama di Marte e' il risultato
della prima ricerca che riunisce i dati
osservati dal 2001 ad oggi dai satelliti di Nasa
e Agenzia Spaziale Europea (Esa) in orbita
attorno a Marte.
Per Di Achille che ha descritto l'aspetto
originario di Marte sulla rivista Nature
Geoscience, ''non e' ancora una prova
definitiva'', ma sembra ormai molto probabile
che in passato un oceano profondo circa 550
metri copriva il 36% del pianeta e conteneva
circa 124 milioni chilometri cubi di acqua.
Non si può tuttavia escludere che un ambiente
come questo possa avere ospitato forme di vita.
Analizzando le valli scavate dai 40.000 fiumi
marziani e i depositi nei delta di 52 di essi, i
ricercatori hanno trovato la conferma che ''il
ciclo dell'acqua su Marte era molto simile a
quello della Terra, con piogge, acqua che
scorreva sulla superficie, si accumulava in
laghi e in un oceano, formava ghiacciai ed
evaporava'', spiega Di Achille.
I confini del grande oceano marziano erano
delineati dai depositi fluviali dei 52 delta
considerati nella ricerca (29 dei quali erano
collegati sia all'oceano sia ai tanti laghi
vicini); i grandi fiumi che confluivano
nell'oceano erano alimentati da numerosi
affluenti e, come sulla Terra, erano sullo
stesso livello. ''Difficile dire - prosegue il
ricercatore - quanto sia durato tutto questo e
resta da capire che fine abbia fatto tutta
quell'acqua''.
Secondo una delle ipotesi più accreditate
circa 3,5 miliardi di anni fa Marte perse il
campo magnetico che lo proteggeva dal vento
solare; esposta alla miriade di particelle
provenienti dal Sole, l'acqua rimase senza
difese, le sue molecole cominciarono a
dissociarsi, disperdendosi nell' atmosfera.
Parte di quell'acqua e' ancora presente, sotto
forma di ghiaccio, nel terreno e nelle calotte
polari di Marte.
Ora Di Achille proseguirà le sue ricerche su
Marte in Olanda. Scaduto il periodo di lavoro in
Usa, in questi giorni e' in Italia e in autunno
si trasferirà in Olanda, nel Centro di ricerche
dell'Esa. ''Starei volentieri in Italia - ha
detto - perchè e' possibile fare queste cose
anche qui, ma non c'e' purtroppo la possibilità
materiale di fare questo lavoro. Ogni giorno
cerco i concorsi per ricercatori, ma non ci
sono, devo arrangiarmi cosi'''.
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