
Il satellite Planck è
posizionato in orbita L2
Un mese e mezzo per
arrivare a 1,43 milioni di chilometri dalla Terra.
Planck è infatti in orbita attorno al punto di
Lagrange L2. Da agosto e per almeno un paio di anni,
viaggerà nel tempo fino all’origine dell’Universo
ascoltando la radiazione cosmica di fondo (in inglese CMB, Cosmic Microwave
Background), eco residuale del Big Bang.
Per l’esattezza, di
quella prima emissione di luce avvenuta 380mila anni dopo il Big
Bang, circa 14 miliardi di anni fa.
A metà giugno (e viaggio) Planck aveva già attivato lo
strumento italiano a bordo, l’LFI (Low
Frequency Instrument). Adesso farà lo stesso con l’HFI
(High Frequency Instrument).
La manovra di “inserimento
orbitale” di Planck su L2 è cominciata giovedì 2
luglio alle 13.15, ora italiana, ed è stata completata
automaticamente dal satellite nella notte coi propri razzi di
spinta. Adesso Planck ha una velocità relativa rispetto alla
Terra di 1010 km/h e assieme ad L2 e al nostro pianeta orbiterà
attorno al Sole alla velocità di 29,5 km al secondo.
Per “raccogliere” coi suoi strumenti di bordo l’eco del CMB,
Planck deve lavorare nella regione delle micronde alle
più basse temperature possibili, in modo da escludere
ogni influenza negativa che potrebbe sporcare il segnale. Per
questo sono fondamentali i due sistemi di raffreddamento, quello
passivo che porta la temperatura di bordo a -230 gradi
centigradi e quello attivo che la abbassa ulteriormente a
-273,05 (appena 0,1 gradi sopra lo zero
assoluto).
Temperatura che i sensori di Planck hanno rilevato proprio il
3 luglio scorso, facendo del satellite europeo l’oggetto più
freddo dell’universo. Solo in quelle condizioni i 74 rivelatori
che coprono i nove canali delle frequenze su cui lavora Planck
possono cercare le variazioni termiche nella CMB con una
sensibilità pari a un milionesimo di grado. Più o meno come
misurare dalla Terra il calore prodotto da un coniglio sulla
Luna.
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