Una torre alta 600 metri e' ora ancorata a duemila metri di profondità al largo della Sicilia: e' il primo passo verso la costruzione del telescopio sottomarino KM3 che osserverà i neutrini, messaggeri dell’Universo violento e provenienti dai luoghi più remoti del cosmo.
Il progetto Nemo, a cui
partecipano circa 80 ricercatori italiani, ha come
obbiettivo la progettazione, realizzazione e
validazione di prototipi dei componenti chiave per
un progetto internazionale ancora piu' ambizioso: il
telescopio sottomarino KM3 (chilometro cubo).
Il successo delle operazioni di
posa e apertura della torre Nemo, adottata anche
dalla comunità internazionale come modulo base del
telescopio KM3 da installare nel Mediterraneo, ha
costituito un’importante verifica del progetto e
apre la strada alla fase di costruzione.
La struttura di Nemo 2 e' tenuta in posizione
verticale da una boa di superficie. Sulla torre si
trovano 80 sensori che hanno il compito principale
di fotografare i lampi prodotti nei processi di
interazione con l’acqua dai neutrini di altissima
energia. Queste particelle provengono da zone remote
dell’Universo, attraversano la Terra e “sbucano” dal
fondale marino per continuare la loro corsa. Gli 80
sensori identificheranno i neutrini registrando i
piccoli lampi causati da particelle (i muoni)
generate dall’impatto dei neutrini con l’acqua.
Grazie al successo delle operazioni di posa e
apertura della torre Nemo, una torre completamente
equipaggiata sarà presto installata a 3500 m di
profondità presso la stazione sottomarina di Capo
Passero e invierà i dati raccolti alla stazione di
terra tramite un cavo elettro-ottico di 100 km già
in funzione.
I neutrini raggiungono la Terra (e la attraversano)
dai confini più remoti del cosmo interagendo
pochissimo con la materia e senza subire, in quanto
particelle neutre, deflessioni causate da campi
magnetici. Sono i messaggeri più penetranti
dell’Universo “violento”, la chiave per svelare il
mistero dell’origine dei raggi cosmici, una pioggia
di particelle cariche che bersagliano continuamente
la Terra con energie che si estendono sino a energie
milioni volte più elevate di quelle ottenute da LHC
(l’acceleratore più potente al mondo).
Il telescopio darà importanti informazioni sia su
sorgenti lontanissime quali Galassie con Nuclei
Attivi, Quasars o Lampi di raggi gamma che gli
scienziati ritengono essere all’origine dei neutrini
di alta energia, sia su possibili sorgenti presenti
nella nostra galassia.
Il telescopio costituirà inoltre un’importante
struttura di ricerca multidisciplinare che
permetter?’installazione a profondità abissali di
stazioni di “early warning” per il monitoraggio di
tsunami e di stazioni per il monitoraggio sismico.
L’infrastruttura permetterà inoltre lo studio della
presenza di mammiferi marini e di altre specie reso
possibile da un sistema di rilevamento acustico che
funzionerà di continuo e in tempo reale. Saranno
inoltre acquisiti i parametri oceanografici
(temperatura, salinità, correnti,…) necessari a
monitorare l’evoluzione e la qualità dell’ecosistema
marino della Sicilia Orientale.
L’osservatorio KM3 sarà installato ad alta
profondità nel Mediterraneo, luogo privilegiato per
l’osservazione dei neutrini provenienti
dall’emisfero Sud. In particolare, il telescopio
vedrà il Centro Galattico e una frazione importante
del Piano Galattico in cui sono state individuate
numerose sorgenti come possibili candidati per
l’emissione di neutrini di alta energia. Il sito di
capo Passero, in Sicilia, fra i luoghi candidati ad
ospitare, in tutto o in parte, KM3. Oltre all’ampio
plateau a 3500 metri di profondità presenta
caratteristiche ottimali dell’acqua come l’estrema
trasparenza e l’assenza di bioluminescenza.
Fonte: Inaf


