Lo dimostra uno studio americano condotto su donne sottoposte a parto cesareo. Gli autori del lavoro dicono di aver messo a punto un metodo per prelevare queste cellule dalla placenta eliminata dopo il parto, congelando la placenta stessa e poi al momento del bisogno, decongelandola e trattandola con una sostanza che permette di recuperare le staminali.
La placenta è l'organo deputato agli scambi metabolici tra la madre e il feto, ed è costituita da una parte materna, o decidua, e da una fetale, ossia il corion. La placenta subisce modificazioni nello sviluppo del feto.
Uno dei compiti è quello di ridurre al minimo la distanza tra sangue materno e fetale; questo compito è svolto dai villi coriali, che compaiono a partire dal 13° giorno come citotrofoblasto.
Il distacco e l'espulsione della placenta dal feto avviene normalmente subito dopo il parto, durante la fase detta di secondamento.
In quel momento l'utero attua un meccanismo di contrazione tetanica noto con il nome di globo di sicurezza che ferma l'emorragia. Un mancato distacco placentare completo può portare a perdite ingenti di sangue e quindi shock. Uno dei compiti ostetrici è infatti quello di analizzare la placenta per verificare la sua integrità; in caso negativo si procede all'asportazione manuale dei residui placentari (secondamento manuale).


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