Idrogeologia, tettonica attiva e inondazioni. E' su queste tre tematiche che si concentrerà la terza fase del progetto Terrafirma, la cui presentazione e' in corso presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) a Roma.
L'obiettivo del progetto è quello di creare un
servizio a livello europeo per la disseminazione di
informazioni riguardo l'identificazione e la
quantificazione dei movimenti superficiali della
Terra, che ha come ultimo fine la mitigazione della
pericolosità' e del rischio per le popolazioni, gli
edifici e le infrastrutture.
Terrafirma fornisce supporto
alle varie protezioni civili, all'organizzazione e
alla gestione delle emergenze, alle autorità
costiere, come anche agli enti coinvolti nella
gestione delle reti stradali e ferroviarie,
combinando l'informazione estratta dalla tecnologia
satellitare radar ed analisi fatte da esperti per la
mitigazione del rischio geologico.
''Terrafirma sfrutta le tecnologie spaziali per fornire mappe di spostamento del terreno estremamente accurate, per l'identificazione e la mitigazione della pericolosità' geologica. Questa terza fase del progetto sarà sviluppata sull'esperienza maturata dagli utenti negli ultimi cinque anni'', ha detto Philippe Bally della European Space Agency (Esa).
A causa dei cambiamenti
climatici, la frequenza dei disastri naturali vedra'
un aumento nei prossimi anni, creando un forte
bisogno della conoscenza dei pericoli naturali per
prepararsi a questa nuova realta'. Questo servizio
europeo fornisce informazioni collegate ai movimenti
del terreno e informazioni aggiornate sui rischi
naturali. Terrafirma e' supportato dall'iniziativa
GMES dell'Esa, coinvolge piu' di 20 esperti nel
campo dell'osservazione della terra, sorveglianza
geologica e specialisti in terremoti, inondazioni,
frane ed idrogeologia.
Il progetto avra' una durata di
tre anni per un costo complessivo di 3,2 milioni di
euro. Terrafirma coinvolge altri partner italiani,
come Tele-Rilevemento Europa (TRE) e l'Universita'
degli Studi di Firenze (UNIFI). La missione
principale dell'INGV e' il monitoraggio dei fenomeni
geofisici nelle due componenti fluida e solida del
nostro pianeta.
All'ente e' stata affidata la
sorveglianza della sismicita' dell'intero territorio
nazionale e dell'attività dei vulcani italiani
attraverso reti di strumentazione tecnologicamente
avanzate, distribuite sul territorio nazionale o
concentrate intorno ai vulcani attivi. L'INGV opera
in stretto contatto con il Ministero dell'Università
e della Ricerca (MiUR) e ha legami privilegiati con
il Dipartimento della Protezione Civile e con le
altre autorità preposte alla gestione delle
emergenze, sia a scala nazionale che a scala locale.
La TRE e' specializzata in servizi di elaborazione
dati satellitari SAR (Synthetic Aperture Radar). Il
Dipartimento di Scienze della Terra dell''Universita'
di Firenze contribuisce al progetto con
interpretazioni fatte da esperti nel campo
dell'idrogeologia e delle frane.


