Scienze
 

Impossibile prevedere i terremoti

Prevedere i terremoti "non è ancora possibile, ma ci si può difedere", ha detto a Napoli uno dei massimi esperti internazionali di prevenzione del rischio sismico, il giapponese Kojiro Irikura, dell'istituto Aichi di tecnologia e del Centro di ricerca del Giappone per la prevenzione dei disastri.

A margine del convegno su "Costruire e conservare in area sismica", organizzato dall'Ordine dei Geologi della Campania, Irikura ha detto che "prevedere i terremoti è una possibilità interessante dal punto di vista scientifico, ma non ha ancora un'applicazione.

Abbiamo molte possibilità, ma nessuna di queste si è tradotta finora in pratica".

 

Tra queste ci sono anche le ricerche basate sulla rilevazione del livello radon, il gas al centro di numerose polemiche sulla possibilità di prevedere il terremoto dell'Aquila del 6 aprile scorso. "Il radon è uno dei tanti fenomeni legati ai terremoti, ma non penso sia realizzabile utilizzare da sole queste osservazioni per fare delle previsioni.

Certamente da solo il radon non può essere un indicatore sufficiente". "Oggi abbiamo a disposizione molti modi per sorvegliare e studiare i movimenti della crosta terrestre e per capire quali sono le zona in cui è possibile che si accumuli più energia, ma è anche vero - ha rilevato - che questi movimenti non sono stabili, possono modificarsi o interrompersi improvvisamente, per poi riprendere". Quello che invece, secondo l'esperto giapponese, si può fare fin da ora è consolidare la struttura degli edifici, sia dei nuovi che di quelli storici.

"E' possibile costruire in zone a rischio sismico e riuscire a limitare al massimo che si amplifichino gli affetti dei terremoti utilizzando nuovi materiali e nuove tecnologie". Per esempio, ha osservato, si possono rendere gli edifici "duttili" isolandone le fondamenta con materiali come gomma e piombo.

"Rinforzare le strutture degli edifici in modo sicuro è possibile ed è importante farlo in un Paese ricco di cultura e storia come l'Italia" e i "criteri di costruzione - ha detto ancora - devono essere tali da rendere gli edifici più elastici. Non è possibile evitare che un terremoto li danneggi, ma possono essere resi abbastanza duttili da non crollare".