La perdita degli habitat naturali rappresenta la minaccia piu' grave per i rettili come per gli anfibi che popolano il continente europeo.
Altre minacce provengono dai cambiamenti climatici, dall'inquinamento e dal propagarsi delle specie esotiche invasive. L'Unione europea si e' impegnata ad arrestare la perdita di biodiversita' entro il 2010 e a mettere in atto un Piano di azione europeo sulla biodiversita' per tradurre in realta' tale impegno.
Il mese scorso, prima la Carta di Siracusa approvata al G8 Ambiente organizzato sotto la presidenza italiana del G8 dal ministero dell'Ambiente - 24 azioni - poi il Messaggio da Atene - articolato in otto punti - hanno sottolineato la necessita' di intensificare gli sforzi per arrestare il pericoloso trend.
La predisposizione di misure quali il rafforzamento della sensibilizzazione del pubblico circa l'importanza del problema, la concessione di finanziamenti piu' consistenti e l'integrazione in modo piu' rigoroso gli aspetti attinenti alla biodiversita' in altri ambiti politici, sono aspetti integranti dell'impegno.
Contribuiscono alla rilevazione sullo stato di salute della biodiversita' le cosiddette Liste Rosse Europee, elaborate dall'Iucn, che costituiscono un quadro di classificazione delle specie in base al loro rischio di estinzione. Le specie minacciate sono quelle classificate come gravemente minacciate di estinzione, minacciate di estinzione e vulnerabili.
La scoperta realizzata grazie all'utilizzo della datazione dell'isotopo è di carattere straordinario se si pensa che la seconda superficie terrestre più antica, finora conosciuta, è quella del deserto del Nevada che tuttavia risale a soli 400000 mila anni fa.


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