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RoboticaProgetto Octopus - I robot del futuro Il futuro dei robot non sembra essere dei robot antropomorfi o umanoidi o almeno dovranno acquisire cedevolezza e flessibilità che ad oggi dimostrano non avere. Alcuni scienziati e ricercatori infatti affermano che lo scheletro rigido di cui sono dotati rappresenterebbe un punto debole nella vita di tutti i giorni in città. La nuova generazione di robot presenta caratteristiche del tutto nuovo come naturalmente l'assenza di uno scheletro rigido ma soprattutto peculiarità fisiche che permettono un più efficace adattamento ad ambienti difficili e ostili. Il progetto si chiama Octopus ed è finanziato dalla Commissione Europea con 8 milioni in 4 anni. Alfa, Beta, Delta sono i nomi dei polpi che i ricercatori della Scuola Sant'Anna stanno utilizzando come modelli per il robot del futuro, nel progetto che comprendere sette partner (oltre alla Scuola Sant'Anna, gli israeliani Università Ebrea di Gerusalemme e Istituto Weizmann,l'università svizzera di Zurigo, l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), l'università britannica di Reading e la Fondazione greca per la ricerca e la tecnologia.
"Il polpo è completamente cedevole, tanto da poter passare in un'apertura piccolissima, ma quando è necessario riesce a irrigidirsi - ha spiegato Cecilia Laschi, coordinatrice del progetto europeo Octopus -. E' un esempio estremo ma alla fine i robot del futuro potranno essere umanoidi e, oltre allo scheletro, potranno avere articolazioni a cedevolezza variabile".
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