Robotica
iCub, il robot bambino che impara

iCub sa afferrare oggetti al volo, manipolarli, gioca a palla, gioca con i lego ed è in grado di  suonare la batteria.

Ma il suo più grande pregio è che impara come i neonati attraverso un sofisticato software.

Nato da un progetto di ricerca congiunto di università italiane, inglesi, svedesi e portoghesi e la partecipazione di due imprese italiane spin-off delle ricerca universitari, impara allo stesso modo dei neonati.

iCub è alto circa un metro, più o meno come un bambino di 3 anni ma in realtà ne ha 5. Tanti quanti sono gli anni trascorsi da quando il consorzio di ricerca che l'ha creato, RobotCub (www.robotcub.org), formato da Università italiane, svedesi, inglesi e portoghesi - cui si aggiungono due imprese hi-tech italiane nate come spin-off di ricerche universitarie - iniziato a lavorarci.

 

Il robot bambino, o il 'cucciolo', come viene confidenzialmente chiamato dai suoi creatori, è stato concepito per apprendere, esattamente come un umano. Da quando ha aperto gli occhi, quindi, non ha mai cessato di aumentare le sue capacità e competenze , simulando in questo lo sviluppo dei bambini umani.

Nella creazione di iCub ha avuto una parte fondamentale il contributo tricolore del LIRA-Lab del Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica dell'Università di Genova, l'ARTS Lab della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, il Dipartmento di scienze biomediche e di fisiologia umana dell'Università di Ferrara e due società nate dalla ricerca universitaria, la Telerobot S.r.l. di Pisa e l'Italian Institute of Technology di Genova.

 

L'intero progetto, sostenuto dall'Ue, è sotto licenza GNU e quindi i progetti, l'hardware ed il software realizzati possono essere liberamente utilizzati e adattati da chiunque.