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Robotica Un festival tematico, un percorso multidisciplinare centrato intorno alle evoluzioni storiche degli automi, dal mito greco ai giorni nostri, illustrate attraverso l’arte, il cinema, la fotografia, e soprattutto attraverso laboratori, esibizioni e conferenze. Alla conferenza d’inaugurazione, oggi alle 19, partecipa un relatore d’eccezione, Asimo, accanto ai due massimi esperti mondiali del settore (il professore di Computer Science della Stanford University Oussama Khatib e il docente di Automatica della Federico II, Bruno Siciliano.
L’umanoide di casa Honda, alla sua seconda esibizione in Italia, sarà protagonista di un piccolo show durante il quale dimostrerà, tra l’altro, le sue evoluzioni nella camminata e il suo senso del galateo, porgendo la mano per una cordiale stretta alle persone che incontra. «Asimo», spiega Siciliano, «oggi riconosce gli umani. È l’esempio della nuova frontiera dei robot ». Il docente partenopeo ricorda che per robot si intendono quelle macchine in grado di svolgere compiti in maniera autonoma, e pertanto invita a non lasciarsi troppo trasportare dalla fantasia indotta da libri e film. «Queste macchine sono da oltre 50 anni presenti nelle nostre vite, e lo dimostreremo attraverso la proiezione di un video nel corso della conferenza», dice Siciliano. «La novità», continua, «risiede nel fatto che la nuova robotica punta su una sempre maggiore integrazione tra macchina e uomo, e su tale punto gli scienziati si pongono sempre interrogativi di carattere etico e sociale ». In contemporanea con Futuro Remoto, a Napoli si incontreranno i membri della Commissione Europea per l’Information Society and Media, intenti a stabilire i campi di applicazione per l’uso di queste tecnologie. Per comprendere la portata del problema, Siciliano fa un esempio: «A Futuro Remoto, il professor Sankai illustrerà la potenzialità di Hal, un esoscheletro che, una volta indossato, amplifica le capacità motorie. Tale invenzione può far riprendere a camminare le persone affette da lesioni e patologie; ma, al tempo stesso, può consentire a un uomo di diventare un ‘‘superuomo’’ e sollevare pesi di 100 chilogrammi». L’uso dei robot-sentinella in campo militare, o ancora in campo chirurgico, dove si registrano le prime cause per interventi mal riusciti, solleva (come nel caso dell’esoscheletro) il problema di comprendere come questi macchinari intelligenti da strumento di protezione e di aiuto per l’uomo possano trasformarsi in strumento pericoloso e di abuso del potere. «La ricerca si interroga su questo punto», spiega Guglielmo Tamburrini, docente di Filosofia della Scienza della Federico II, che affronterà il tema nella conferenza ‘‘Etica, robotica e conoscenza scientifica’’ (27 novembre, ore 10.30). «Il modello di comportamento ideale», dice Tamburrini, «è nelle fabbriche, o meglio in ambienti dove non ci sono imprevisti».
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