Robotica
Nereus conquista gli abissi della Fossa delle Marianne

Un nuovo tipo di robot  sottomarino, chiamato Nereus, ha raggiunto con successo la zona oceanica più profonda del mondo. E' quanto testimoniano scienziati e ingegneri statunitensi a bordo della nave di ricerca "Kilo Moana".

L'immersione alla profondità record di   10.902 metri è avvenuta alla fine di maggio nei pressi del Challenger Deep nella Fossa delle Marianne, nell'Oceano Pacifico occidendale.

L'ultima esplorazione in questa zona risaliva addirittura al 1998 e proprio le nuove caratteristiche tecnologiche e di costruzione hanno permesso a Nereus di stabilire il nuovo record di profondità. Il robot non ha piloti a bordo e viene controllato in remoto dalla nave madre Kilo Moana grazie ad un sottilissimo cavo in fibra ottica.

 

 

“Per quanto ne sappiamo, la Fossa delle Marianne è la zona più profonda degli oceani terrestri. Raggiungere le profondità di questo abisso rappresenta una sfida tecnologica difficilissima. Siamo estremamente soddisfatti che Nereus abbia superato la prova riportando in superficie immagini e materiali di un mondo così ostile. Grazie a Nereus potremmo estendere le nostre conoscenze e soprattutto continuare l'esplorazione di luoghi così inaccessibili." afferma Andy Bowen, project manager e principale sviluppatore di Nereus al Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI). 

"Gli abissi sono ancora per la maggior parte inesplorati, ora i ricercatori di tutto il mondo avranno a disposizione immagini, dati e materiali per i loro studi“ continua Julie Morris, direttrice della National Science Foundation (NSF) Ocean Sciences Division, che ha finanziato con 8 milioni di dollari il progetto Nereus.

Indubbiamente quella che Nereus ha superato non è solo una sfida tecnologica, è anche psicologica, la Fossa delle Marianne infatti è formata dai confini di due placche tettoniche ed in questa zona, chiamata anche "l'anello di fuoco", c'è una grandissima attività vulcanica e sismica. Alla profondità di 11.000 metri Nereus ha dovuto sopportare una pressione mille volte superiore a quella presente sulla superficie terrestre e del tutto simile alla pressione che caratterizza un pianeta come Venere.

 

 

In passato solo altri due veicoli sono riusciti nell'impresa: il batiscafo statunitense Trieste che tra l'altro portava equipaggio umano (Jacques Piccard e Don Walsh), nel 1960 e il robot giapponese "Kaiko" che eseguì tre immersioni senza equipaggio tra il 1995 e il 1998. Il Trieste fu ritirato nel 1966 mentre Kaiko fu  "perso in missione" nel 2003.