Psicologia
& Benessere
Più di 150 morti. Migliaia di pazienti che potrebbero aver
contratto la malattia. Tre casi accertati in Spagna e Scozia.
Da oggi sarà attivo dalle 8 alle 20,
per informazioni sull'influenza, il
numero verde 1500
del ministero del Welfare.
La paura del contagio, dunque, si diffonde
in tutta Europa.
E se in Italia i controlli su una 31enne,
in isolamento nel reparto di malattie infettive a Venezia, hanno
scongiurato il pericolo che la paziente fosse affetta
dall'influenza suina, in
Spagna, il ministro della Sanità Trinidad Jimenez ha fatto
sapere invece che sono risultati positivi i test effettuati su
un 23enne di Almensa (sud-est della Spagna) rientrato dal
Messico il 22 aprile. E due persone, ora tenute sotto
osservazione e in isolamento nell'ospedale di Airdrie, nelle
vicinanze di Glasgow, sono risultate positive ai test in Scozia,
come ha reso noto il locale dipartimento per la Salute.
Nel frattempo l'Italia segue ''con estrema attenzione ma senza
allarmismi e senza sottovalutazione'' la vicenda dell'influenza
da suini. Lo ha assicurato il ministro del Welfare, Maurizio
Sacconi precisando che e' il sottosegretario alla Salute
Ferruccio Fazio ad occuparsene. La Confederazione italiana
agricoltori (CIA) e la Coldiretti confermano che l'Italia non
importa maiali ne' dal Messico ne' dagli Usa e che, da questo
punto di vista, ''non c'e' alcun pericolo''.
L'Unione Europea
cerca di tranquillizzare i cittadini: ''Al momento, non ci sono
casi (di influenza suina) segnalati nella Ue'', ha detto la
portavoce della Commissione Ue Nina Papadoulaki. Mentre la Francia ha allestito una unita' di crisi
per seguire gli sviluppi dell'influenza suina in Messico.
Ma è sicuramente un nuovo virus, quello del tipo A H1N1
responsabile dei casi di influenza suina in Messico e negli
Stati Uniti. Un virus simile ''non e' mai stato rilevato finora
nei maiali o negli uomini'', rileva l'Oms. Lo dimostrano le
analisi condotte sui campioni prelevati da pazienti messicani e
statunitensi. Per i primi, l'analisi genetica dimostra che il
virus e' composto per l'80% dal virus della febbre suina del
Nord-America e per il 20% da una variante eurasiatica.
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