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Un museo per Magritte a Bruxelles
E' stato inaugurato a Bruxelles il
Museo Magritte, che raccoglie la piu' grande collezione al mondo
delle opere dell'artista belga.
La cerimonia e' stata presenziata da re
Alberto II e la regina Paola a sottolineare l'importanza di un
avvenimento culturale atteso nel Paese da 40 anni.
E' soprattutto un museo a sua immagine,
quello che aprira' le porte il 2 giugno a Bruxelles. Il pubblico
potra' scoprirvi il Magritte pittore, ma anche disegnatore,
incisore, scultore, fotografo e cineasta.
Insieme a Paul Delvaux è considerato il
maggiore esponente del Surrealismo
in Belgio, e uno dei più originali esponenti europei dell'intero
movimento.
Dopo inizi vicini al Cubismo ed al
Futurismo, il suo stile s'incentrò su una tecnica raffigurativa
accuratissima basata sul trompe l'oeil, alla pari di Salvador
Dalí e di Delvaux, ma senza il ricorso alla simbologia di tipo
paranoide del primo o di tipo erotico-anticheggiante del
secondo.
In passato si è usato ridurre parte
dell'opera magrittiana ad una semplice interpretazione
psicologica secondo la quale alcune delle sue opere, quelle in
cui i volti sono coperti da lenzuola, sono da collegare
direttamente allo shock avuto dal pittore a tredici anni, quando
vide recuperare il cadavere della madre suicida in un fiume,
coperta appunto da un panno attorno alla testa.
  
Ma René Magritte, detto anche "le
saboteur tranquille" per la sua capacità di insinuare dubbi sul
reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non
avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per
mostrarne il Mistero in-definibile.
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