mercoledì , 28 giugno 2017

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Il mondo dopo la fine del mondo

L’esordio narrativo di Nick Harkaway abbatte a spallate i confini tra i generi letterari.  Una favola politica sull’assurdità della guerra, un’opera sarcastica di fantascienza sui pro e i contro dell’Apocalisse, un thriller imbottito di cospirazioni, guerrieri ninja e cani cannibali.

 

La trama: le Bombe Svuotanti hanno cancellato intere zone della realtà dalla faccia della terra.

Un soldato senza nome e il suo eroico amicone Gonzo Lubitsch devono affrontare l’inimmaginabile minaccia che viene dall’esterno della Zona Abitabile: un assortimento da incubo di mutanti e mutazioni.

Non contenti di avere fra le mani il destino dell’umanità, i due finiscono per trovarsi coinvolti in un triangolo amoroso potenzialmente catastrofico. Accompagnati da una ciurma di guerrieri male assortita e rotta a ogni esperienza, i nostri eroi riusciranno a salvare il nuovo mondo post –  apocalittico? E soprattutto: ne vale la pena?

Salutata dalla stampa internazionale come un’opera esilarante e profonda, erede di Comma 22 e del miglior Kurt Vonnegut, questa avventurosa odissea comica in 3D dotata di effetti sonori speciali, rappresenta l’irruzione sulla scena letteraria mondiale di un autore pieno di un talento tanto esuberante quanto irresistibile.

Nick Harkaway (Cornovaglia 1972) è il quarto figlio del grande John le Carré. Ha studiato filosofia, sociologia e politica al Clare College di Cambridge, per poi lavorare nell’industria cinematografica. Ha scritto inoltre opere destinate all’immortalità: i testi di un sito web di una casa di lingerie estremamente glamour, diversi assegni postdatati, e un opuscolo per un’azienda svizzera produttrice di macchine tappatrici (quelle che mettono i tappi alle bottiglie). Ha praticato scherma, aikido, jujitsu e kickboxing con risultati modestissimi. Vive a Londra con la moglie.

Ma il Mondo dopo la fine del Mondo è un gustosissimo esempio di quello che sono le paure del futuro. La paura che proviamo per l’essere umano e per quello che può fare. La paura di noi stessi. Spesso ci si ferma a riflettere e rimangono nella mente alcuni personaggi come il Maestro Wu.

Da avere e leggere.

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