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L'Icann, l'ente responsabile degli indirizzi web per conto del
governo statunitense, ha dato il via libera all'utilizzo del
suffisso '.xxx' per i siti pornografici. L'approvazione
rappresenta una vera e propria svolta per l'industria
pornografica on line.
Il giro d'affari prodotto infatti raggiunge cifre molto più che
ragguardevoli: si stima infatti che sul web esistano circa 370
milioni di siti pornografici. Sul via libera alla creazione dei
domini .xxx si è da tempo ingaggiata una battaglia tra
sostenitori e avversari dell'iniziativa: secondo i primi,
mettere un suffisso specifico a queste pagine web renderebbe più
agevole il lavoro della polizia per identificare eventuali abusi
e aiuterebbe anche le industrie per rendersi conformi alle
regole internazionali.
Gli operatori del settore pensano, e non a torto, che
un'etichetta identificativa dei contenuti vietati si possa
rivelare un boomerang: gli amministratori di rete, ad esempio,
potrebbero facilmente proibire l'accesso dei loro clienti a
tutti i siti il cui indirizzo termina per .xxx.
Per motivi diametralmente opposti, anche alcune associazioni
religiose statunitensi si sono ripetutamente pronunciate contro
la creazione di un suffisso dedicato alla pornografia. L'uso dei
nuovi indirizzi da parte dei siti per adulti sarà comunque
volontaria e non obbligatoria.
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