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Green Job
Lentamente fuori dalla crisi, ma con prospettive incerte anche per il 2010. La notizia buona per l’industria del fotovoltaico europeo è che i risultati del trimestre che si sta per concludere mostreranno segni di ripresa, quella meno buona è che la stretta del credito e l'eccesso di produzione continuano e continueranno a pesare anche nel 2010.
E che a pagare la ripresa sono stati e saranno in parte i
lavoratori e lo stato stati sociale delle nazioni europee.
L’analisi proposta da Reuter, in collaborazione con alcune
affermate ditte di consulenza alla vigilia dell’ultimo
trimestre, restituisce un’immagine della situazione
dell’industria solare europea in cui non mancano i problemi,
anche se il peggio sembrerebbe superato.
Al pari dei concorrenti americani e cinesi, gli europei in
quest’ultimo periodo hanno dovuto affrontare la difficoltà
di reperire capitali e una produzione in eccesso rispetto
alla domanda, cosa che ha portato a un forte calo dei
prezzi. Ma la crisi ha colpito più duramente in proporzione
le industrie solari del vecchio continente, penalizzate da
costi di produzione più alti, manodopera in primis, rispetto
a quelle asiatiche. La ripresa, che ci sarà dal prossimo
trimestre, non sarà allora completamente gratuita. A far
migliorare i conti delle aziende europee infatti anche tagli
di personale e le delocalizzazioni.
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