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Angelo Santori - Agricoltura, ambiente, energia

 

Soltanto nel 1882 il matematico tedesco Carl von Lindemann (1852-1939) riuscì a dimostrare l’impossibilità della quadratura del cerchio.

Per millenni, generazioni di matematici si erano cimentati invano nel tentativo di risolvere questo classico problema della geometria.

 

 

 Dobbiamo aspettare altrettanto tempo per dimostrare la compatibilità della moderna agricoltura con l’ambiente? Ci vuole un altro grande scienziato per scoprire il contributo che l’economia verde può dare alle esigenze energetiche mondiali? Speriamo proprio di no!

Oltre il 40% del territorio dell’Unione Europea è costituito da superfici agricole coltivate e metà della popolazione europea vive nelle zone rurali. In Italia, la superficie delle aziende agricole rappresenta oltre la metà del territorio. Eppure, spesso ci si dimentica che gli ecosistemi, così come noi li conosciamo, sono il frutto del lavoro secolare degli agricoltori: si pensi ai terrazzamenti collinari delle risaie cinesi, veri capolavori di ingegneria idraulica, oppure agli uliveti liguri, toscani calabresi che riescono a coniugare la produzione di olio d’oliva extra vergine DOC con il controllo del deflusso delle acque e dell’erosione dei terreni. E non si può ignorare che l’agricoltura è l’unica “tecnologia” che attraverso la fotosintesi clorofilliana produce ossigeno e sequestra CO2. L’agricoltura è quindi ambiente. E può essere anche energia. Un esempio vincente in questo senso è senza dubbio l’etanolo estratto dagli scarti agricoli, che si va ad aggiungere all’energia fotovoltaica, eolica, al biogas.

La notizia di questi giorni è l’annuncio fatto da due grandi società danesi, la Danisco e la Novozymes, di avere scoperto dei rivoluzionari enzimi capaci di trasformare in etanolo qualsiasi scarto dell’agricoltura: cascami del legno, sterpaglie, potature, residui non commestibili. Questi nuovi enzimi riescono a “digerire” la cellulosa dei vegetali, trasformandola prima in zuccheri poi con la fermentazione in alcol, l’etanolo.

Evidente l’importanza della scoperta dal punto di vista ambientale, in quanto si ridurrà il ricorso ai combustibili di origine fossile che rilasciano nell’atmosfera anidride carbonica aggiuntiva immagazzinata milioni di anni fa. Da un punto di vista economico – che è poi quello decisivo per la concreta diffusione dei biocarburanti – si parla di una riduzione dei costi di produzione fino all’80% rispetto ad appena due anni fa: il costo industriale dell’etanolo prodotto con questi nuovi e innovativi enzimi potrebbe essere di appena 37 centesimi al litro, assolutamente concorrenziale con la benzina e il gasolio distillati dal petrolio. Si tratta indubbiamente di un successo della scienza al servizio dell’ambiente e dell’economia.

L’unione Europea, nel “Pacchetto Clima-Energia” ha definito il quadro normativo entro cui dovranno svilupparsi le politiche energetiche degli Stati membri, al fine di ottenere una riduzione del 20% del gas serra e l’aumento del 20% dell’energia da fonti rinnovabili sul consumo energetico complessivo europeo; è inoltre prevista una quota minima di energia pulita, pari al 10%, nel settore dei trasporti, dove è massima l’utilizzabilità dell’etanolo miscelato nei carburanti.

La notizia di oggi è la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto del Governo Berlusconi – il ministero dello Sviluppo economico per l’esattezza – che dispone l’aumento della percentuale dei biocarburanti nei carburanti alla pompa dal 3,5% al 4,5% per il triennio 2010-2012. Un passo in avanti per ridurre la nostra dipendenza energetica dall’estero e per rendere più respirabile l’aria delle nostre città.

Un altro spetto che merita di essere evidenziato, a poche settimane dalle elezioni regionali del 28-29 marzo, è la forte ricaduta che le recenti scoperte scientifiche e le scelte legislative vincenti del Governo Berlusconi potranno avere sull’agricoltura e sull’economia del Lazio, perché potranno essere utilizzati, per la produzione dell’etanolo destinato all’autotrazione, gli scarti agricoli e forestali di cui è ricca la nostra regione.

L’impegno mio e della candidata alla presidenza del Lazio per il Popolo della Libertà Renata Polverini è sicuramente in questa direzione.

                                                                                                                      Angelo Santori

 

 

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