


Fabio Camillacci - Il calcio italiano è in crisi
Non ci resta che piangere, o meglio non ci
resta che l’Inter. Nelle coppe europee siamo aggrappati alle
gesta dei Mourinho’s boys in Champions League. E se l’unica
squadra italiana rimasta in lizza è l’unica che di italiano ha
in pratica soltanto il presidente Moratti, è evidente che il
nostro calcio sta proprio messo male. Tra Coppa Campioni ed
Europa League, le compagini griffate tricolore sono uscite una
dietro l’altra: Lazio, Genoa, Roma, Fiorentina, Milan e
Juventus. Un’ecatombe calcistica.
La Germania ha già messo la freccia del
sorpasso nel ranking Uefa e così dalla stagione 2011-2012
rischiamo di perdere una squadra in Champions, passando dalle
attuali 4 a 3, il tutto a vantaggio della Bundesliga tedesca,
ovvero il campionato meno indebitato del Vecchio Continente: 600
milioni di euro contro i 2 miliardi della serie A. In realtà,
alla luce degli ultimi risultati, l’Italia è ancora terza con
un punto di vantaggio sulla Germania,p erò a noi come detto non
resta che l’Inter, i tedeschi invece possono contare sul Bayern
nei quarti di Coppa Campioni e su Wolfsburg e Amburgo nelle
migliori 8 dell’ex Coppa Uefa.
I complicati calcoli dei coefficienti Uefa,
sono fatti in base ai risultati ottenuti negli ultimi 5 anni
dalle singole squadre nelle coppe,nazione per nazione. Facciamo
due conti: al momento, come detto, abbiamo un punticino di
vantaggio sui tedeschi, ma l’Inter pur aggiudicandosi la “coppa
dalle grandi orecchie” a suon di vittorie, porterebbe in dote al
massimo un punteggio di 1,7 mentre Bayern, Wolfsburg e Amburgo
possono arrivare a 5,3.
Sorpasso quasi inevitabile dunque e sul
piano sportivo,mediatico e finanziario uno smacco pesantissimo,
tradotto: una perdita di 30-40 milioni di euro a stagione. Anni
fa eravamo i padroni del vapore, i nostri club monopolizzavano
il calcio internazionale e nemmeno si curavano del ranking Uefa.
Ricordate la stagione 2002-2003? Finalissima di Champions all’Old
Trafford di Manchester tutta italiana: Milan-Juventus.
Cosa sta succedendo al nostro calcio?
Perché in Europa siamo caduti così in basso? Un insieme di
cause, ma è un declino che viene da lontano percorrendo due
strade ben precise: un calo nella qualità di gioco, corriamo
meno degli altri ed esasperiamo la tattica, e un crollo nella
politica di Palazzo, contiamo pochissimo nelle sedi
istituzionali. Al primo punto dobbiamo aggiungere quanto le
squadre italiane affrontino di malavoglia l’Europa League, non
vedono l’ora di essere eliminate per dedicarsi alla mediocrità
del campionato, da qui il ricorso ad un turn-over eccessivo per
risparmiare energie in vista degli impegni di serie A.
Per quanto riguarda il secondo punto, una
semplice riflessione: secondo voi è normale un arbitraggio
vergognoso come quello di Ovrebo in Bayern Monaco-Fiorentina?
Ed è normale che nella stessa partita il Presidente dell’Uefa
Michel Platini in tribuna all’Allianz Arena, seduto vicino ai
dirigenti bavaresi, esulti al gol vittoria del Bayern?
Parliamoci chiaro: al momento del rinnovo
dei vertici della Federazione Europea, l’Italia commettendo un
clamoroso errore di calcolo politico votò per lo svedese
Johansson e Platini ce la sta facendo pagare da tempo, da quando
ci negò gli Europei del 2012 favorendone l’assegnazione alla coppia Polonia-Ucraina. Serve un ricambio della classe dirigente
calcistica a livello internazionale,non possiamo più affidarci
ai vecchi parrucconi. Basti pensare che nel consiglio esecutivo
dell’Uefa c’è ancora un certo Franco Carraro, miracolato di
Calciopoli.
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f.camillacci@libero.it
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