Ambiente
Si trasforma l'estremo oriente russo

 

I ripetuti fenomeni sismici e le tante eruzioni vulcaniche che interessano le regioni dell'Estremo oriente russo stanno provocando cambiamenti nel territorio del paese più esteso del mondo (ben undici fusi orari).

Come ha riferito l'emittente radio Eco di Mosca, che cita Boris Levin, direttore dell'Istituto di geologia marina e geofisica dell'Accademia delle scienze, in conseguenza di un terremoto nel 2007, l'Isola di Sakhalin ha acquistato negli ultimi tempi 4,5 kmq di territorio.

E' accaduto infatti che il sisma ha causato l'innalzamento del fondale dello Stretto dei Tartari, che separa la grande Isola dalla terraferma. Un altro pezzo di terraferma di 1,5 kmq la regione di Sakhalin l'ha guadagnato in conseguenza dell'eruzione lo scorso giugno del grande vulcano Pik Sarycev, situato sull'isola Matua dell'arcipelago delle Curili.

Sempre secondo Boris Levin, i fenomeni geologici in atto nella regione stanno provocando uno spostamento, seppur lentissimo, delle isole Curili verso Sakhalin.

 

Il movimento e' impercettibile, di soli 18 millimetri all'anno, e la nuova posizione delle Curili sarà visibile non prima di 30 mila anni.